A pensare al funerale

Mi ha preso l’idea di dare le linee guida per il mio funerale; uno pensa scaramanticamente che solo a nominarlo ci sarebbe da toccarsi i gioielli di famiglia per tenere lontana la sfiga, tanto più che ho ancora un miliardo di cose da fare e i figli da crescere, quindi non è proprio il caso di spegnere la lampadina. Io credo invece che qui la superstizione non c’entra un cazzo, che non esiste vita senza la morte, fanno parte dello stesso meccanismo il che non mi spaventa. Casomai mi fa perdere la tramontana quando succede a chi non se lo merita: ma il discorso è complesso, lo riprendo un’altra volta.

Bon, quando morirò l’idea sarebbe quella di fare una specie di festa; non perchè vi liberate di me, bastardi, ma perchè io comincio a viaggiare. Ecco, facciamo come se fossi il Faraone -la faraona nè, che all’identità di genere ci tengo tantissimo-perciò iniziate a raccogliere le cose che mi serviranno di più. Il rimmel e la matita blu, la cera per i capelli, i jeans, le infradito, il costume e la borsa da mare, il kindle, le sigarette, l’iphone, una teglia di pizza, gli occhiali da sole, lo smalto rosso e una pashmina per l’aria condizionata.

Mi piace andare in chiesa, mi piace cominciare il viaggio con la benedizione spirituale, che un aiutino dall’alto fa sempre comodo. Però non mettete la bara là sul piedistallo, proprio sotto l’altare, e voi tutti seduti sulle panche più in fondo possibile, che vi dovete nascondervi se non sapete il Credo (Io lo so che credete in qualcosa, siatene orgogliosi). Facciamo così: la bara la poggiate per terra e vi mettete seduti intorno, se gira qualche bottiglia di birra facciamo finta di non vederla.

A proposito della bara. Per quando toccherà a me sono sicura che Ikea ne avrà un paio di modelli in catalogo, perciò sapete cosa scegliere: betulla, chiaro, minimal. La battuta sulle viti che avanzano ve la risparmio, basta che fate attenzione a chiudere bene.

Visto che vivo nell’epoca dei social, se avete voglia di ripensare a quando ero viva potete attingere a vostro piacere: il mio egocentrismo proverbiale vi darà materiale a sufficienza. Ho il blog, ho sei miliardi di status deficienti, faccio la social tv: mi sa che riderete di brutto. Tra l’altro conosco anche qualche prete che si farà coinvolgere con entusiasmo.

Non dimenticatevi di leggermi qualche brano figo, vanno bene Doris Lessing, Mafalda e Harry Potter; le poesie e le citazioni di Fabio Volo le escluderei, sapete il perchè.

Musica anni ottanta come se piovesse, gli Stones, i R.E.M. e Eminem. Fedez no, grazie. La Carrà tutta, Liga solo i primi tre album, il caffè della peppina.

Insomma la filosofia generale sarebbe di fare una specie di riunione di tutti i miei amici, in modo che si conoscano, magari vi viene in mente qualcosa di bello da fare insieme, magari qualcuno si innamora. Allora potrebbe essere che con la scusa che c’ero io di mezzo esplode prepotente la scintilla creativa, quindi mi prendo il merito, quindi rimango molto soddifatta nel mio ego (chissà se dopo morti l’ego rimane, magari pure lui si riposa un attimo, chissà). Sono la solita cazzona egocentrica anche per il mio funerale, state certi che questa visione non cambierà mai.

Conto che mia figlia sia lì a ridere con voi, oramai saprà che tipo di madre le è capitata, approverà bonariamente scuotendo la testa. Senza piangere.

Chissà se questo post vale come testamento: vado subito a creare il tag adatto.

Bon, dimenticatevi di questo pezzo. Per moltissimo tempo. Ciao.

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8 thoughts on “A pensare al funerale

  1. Io se proprio devo esserci e non sono dipartita anzitempo, voglio essere la badante della Tropea. Però mi porto del buon mojito, il negroni mi sta sullo stomaco

  2. i penso al reclutamento badanti😀
    ma un festino prima, tutte insieme? mi tocca aspettare che i figli crescano ed imbucarmi a qualche mammacheblog?

    per la cronaca, io lo dico da anni quel che vorrei facessero. ma dubito che lo faranno. vabbè, sono altri discorsi, magari lascio qualche post-testamento da qualche parte, così che resti…

  3. Spero per quel momento di essere sufficientemente vecchio ed artritico. Se ti accontenti di un pezzo suonato male, te lo faccio dal vivo, anche con la chitarra classica. Conosco solo tre pezzi, scegli tu: “Is there anybody out there” dei Pink Floyd, “Horizon” dei Genesis e “Dee” di Randy Rhoads.
    Speta, speta… anche Tears in Heaven… se non hai fretta e mi lasci il tempo di ripassarla come si deve😉

  4. io spero di essere così rimbambita da dimenticarmi di venire, anche se sai che bello un rave con i vecchietti. in ogni caso per arrivarci probabilmente ci dobbiamo bere la birra ben prima (e come si dice appena sopra) anche qualcos altro, altrimenti chi ci tiene su? ti auguro una vita lunga e felice, come anche a tutti noi!

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