In divenire

Ci hai provato ad aprire il blog in questi giorni, l’idea era scrivere (ovvio) per appuntare qualcosa di te (ovvio) e non perdere memoria delle ore belle o tristi.
Solo che sei occupata a sentirle, quelle ore lì. E quindi i minuti per fermarle se ne sono andati via di corsa.

Ci hai provato a fotografare questa luce invernale, i gradi bassi del sole al mattino, le gocce e il vento che soffia. Hai fatto una foto al vento, è quella che ti è venuta meglio perchè avevi le mani gelate e il naso che cola, è quella che nessuno riuscirà a interpretare perchè il vento dentro un fotogramma non ci sta.

Hai provato a raccontare di tua madre, di lei bambina e della sua felicità di una notte di capodanno dentro un lettone con le altre cugine. Il racconto è finito dentro le tue orecchie e la tua testa e hai faticato a comprendere gli anni di solitudine dopo quella notte, realazioni piegate alla maldestra volontà di sua madre, inutile tentativo egoistico di aver ragione. Le parole vuote e dolorose che vanno a conficcarsi nel cuore, il racconto del rincorrersi di due donne, figlia che cerca la madre senza trovarla, l’egoismo di tua nonna e le continue recriminazioni, tua madre che ancora oggi cerca gli abbracci e le parole di conforto che oramai potranno arrivare solo dalla generazione successiva.

Ti ci sei messa d’impegno a descrivere le feste di fine anno, giorni pieni di felicità piccole che ti hanno travolto inaspettatamente. L’odore dell’arrosto, lo zucchero a velo che appiccica, l’assoluta pienezza di un sorriso sdentato. Ce l’avevi quasi fatta a scriverlo, poi hai pensato che fosse meglio annusare e allora le parole le hai esiliate dentro una palla con la neve finta.

C’era molta buona intenzione nella penna, c’è ancora; mettere in fila le priorità e correre a perdifiato, l’ovvio proponimento per ogni nuovo anno. Ci provi, ci riuscirai.

Scrivere è bellissimo, vivere è incantevole.

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.
-Samuel Beckett

Mani

8 thoughts on “In divenire

  1. Se è un arrivederci, è uno dei più belli e profondi che abbia mai letto. E quello che stai vivendo tu ora io l’ho vissuto l’anno scorso, credo….e di nuovo qua sto…non riesco a starne lontana per sempre….

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