Sono molesta

Superata la soglia dei trenta ho cominciato ad avere problemi con le persone che si prendono molto sul serio, quelle che fanno un lavoro importante, chi fa in modo di essere indispensabile, chi è maestro di pensiero, i condottieri, le super entità, i capiufficio e le messe in piega.

Oltre i quaranta non reggo più chi è incapace di prendersi in giro.

Ammetto che la sindrome di Peter Pan possa essere fastidiosa, soprattutto -ovviamente- quando la si riscontra negli altri; ma io sto parlando di un’altra cosa: non credo sia questione di evitare di voler crescere, a mio parere diventa indispensabile saper ridere. Soprattutto di sè stessi.

E pensare che in giro è pieno di gente ironica, quasi tutti sono autoironici. Chi non è autoironico? Sei capace di comprendere l’autoironia?

Allora perchè mi viene la gastrite a guardarmi intorno? Mi pare di vedere solo individui così compresi di sè stessi e pesanti da morire. L’altro giorno una che aveva cucinato non so che di naturale mi ha detto che è proprio una questione filosofica avere l’impostazione vegana. Filosofia? Moralità? Porco cane, datti pace hai fatto un piatto con un prodotto che fra qualche mese ci diranno che è tossico, mica hai vinto il nobel per la pace. Un altro è senior manager della supercazzola digital core. Poi ho visto il responsabile flotta due ruote colorate e non voglio dimenticare il leader maximo della ristorazione casalinga: un sofficino, praticamente.

Grossi nomi che si danno grosse arie.

A me piace ridere, mi piace volare basso, amo la leggerezza e le risate. Voglio bene a tutti soprattutto a chi sa che tutto cambia, vorrei frequentare solo persone che capiscono l’importanza di cambiare, valutare la caducità di ogni situazione. Panta rei e tempus fugit: siamo tutti piccoli ruttini che il tempo fa dopo ogni pasto, c’è da star allegri a sapere che il nostro destino non abbia mangiato cipolla.