Dieci aprile

Ieri ho fatto 800 kilometri in macchina in cinque, un pò ho anche guidato.

Quando sono scesa dalla macchina mi sembrava di essera alta 1.43 e i rumori che sentivo non provenivano dalla betumiera dei lavori in corso ma dai miei meinischi (lo so che non ho più menischi, ma loro no).

Sono entrata dentro una Università dopo molti anni e ho sniffato un pò delle particelle che sono sospese in quei corridoi, ho fatto pipì sperando di infettarmi con qualche batterio che ti fa ringiovanire e diventare più fiduciosa nel futuro (per evitare il resto ho spruzzato amuchina). Nel frattempo la Gioppina ronzava intorno ad una ventitreenne esplosiva pronta a spaccare il mondo dimostrando il linguistic landscape odierno, loro due hanno solo metà del sangue in comune ma l’amore è totale, quello che non ha bisogno di parlare.

In quel corridoio di attesa c’erano molti affetti diversi, c’erano anche due nonni senza nessun sangue in comune e sono quelli che hanno pianto di più (“mamma e smettila che sembra che ti è morto un parente e che avresti preferito stare al suo funerale”).

Ho fatto 800 km e non ho pianto nemmeno un pò, che non ho capito se fosse una paresi facciale oppure una sopraggiunta pace dei sensi -che a me mi fa paura perchè io sono sempre stata una sostenitrice della guerra-

Ti fai tutta quella strada, almeno due lacrime buttale giù. No, mi sono limitata ad un mohito e tre calici di quello dolce.

“Dottoreeee dottoreeee..dottore del bugio del cul, vaffancul vaffancul!!”

Parte un altro bastimento, con grazia e tanta forza: un figlio che si laurea è un passo avanti verso la vecchiaia, presa di coscienza un pò melanconica, con molto orgoglio e la certezza di aver fatto qualcosa di buono. Anche se il figlio non l’ho partorito io.

Dalle 5 del mattino alle 8 della sera: molte ore svegli, molto spazio percorso, molta famiglia allargata. Molto amore.

Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso.

Charles Bukowski, Niente canzoni d’amore, 1990

fImmagine

3 thoughts on “Dieci aprile

  1. Le famiglie allargate, quando allargano cuori e braccia, creano spazi sconfinati.
    Non credo sia il caso o la fortuna, piuttosto penso che abbiate messo in circolo tanta buona volontà e parecchio amore.

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