#raccontidicasa: il pelo non è cattivo ma lo combatto

-Prova prodotto-

Mi hanno mandato il Lumea Philips da provare. E’ l’epilatore a luce pulsata, quello che con i flash di luce laser addormenta il bulbo e rallenta la crescita: figata, quando vedo i listini della mia estetista mi cade ogni volta la mascella per i prezzi e per il sogno di uscire dalla schiavitù della ceretta. Mi sento una donna fortunata e perciò vado a raccontare la user experience.

Io non sono troppo pelosa, lo ammetto, ma la famosa zona bikini è uno di quegli argomenti a cui sono sensibile: le battaglie anni 70 per rimanere irsute e virtuose non mi hanno mai convinto del tutto. Il Lumea è molto pratico, abbastanza pesante da dare la sensazione di un oggetto duraturo, e poi non ha bisogno di manutenzione: lo appoggi alla pelle pulita dopo aver rasato la parte, e quando il sensore è nella posizione corretta puoi sparare il flash. Il principio di funzionamento prevede alcune sedute ravvicinate -ogni due settimane- per i primi mesi, e poi un mantenimento mensile sempre più diradato perchè i peli non dovrebbero ricrescere più. Non ho strumenti per dire se questo avviene, ho iniziato da poco, ma l’indebolimento già lo vedo: i peli sono magri, tristi e abbacchiati. Insomma non sono solo #raccontidicasa sono proprio #romanzidivita

 

Le caratteristiche le trovate tutte qui, c’è la possibilità di usarlo sul viso e parti delicate ma anche sulle zone estese come le gambe, perchè la modalità slide e la regolabilità dell’intensità di luce permettono tutti gli impieghi. Il prezzo è importante ma abbordabile, comparato soprattutto con quello dei centri estetici e di altri sistemi di epilazione similari.

Tanto si sa che anche se facciamo le donne evolute il pelo che spunta resta una delle battaglie più dure da vincere; fuori gridiamo “il pelo è mio e me lo gestisco io”  e dentro piangiamo lacrime amare per ogni volta che ci vediamo l’ascella pezzata.

Certo, alcuni argomenti potremmo accettarli in tutta la loro morbidezza e “pelosità”.

Una moquette nella suite dello Sheraton ci accarezzerebbe i piedi con voluttà durante un soggiorno da sogno.Lumea Philips

L’orsetto di pelouche con il quale si addormenta il nostro bimbo tenerissimo è l’esempio massimo di pelo coccoloso e abbracciante.Lumea Philips

Il meraviglioso tocco di una pesca profumata non ci disturberebbe affatto, anzi sarebbe un’esperienza sensoriale totale.Lumea Philips

Ma il pelo che produco io no, vade retro!

Io voglio le gambe lisce come seta del gelso di Varanasi, voglio usare il costume senza la paura dello spuntone, voglio poter ascoltare un concerto di Mika in canottiera sexy sollevando le braccia felice.

Perciò caro il mio vello ti combatterò con tutte le armi, non ti voglio e non ti temo.

E se riesco a trovare l’arma giusta è ancora meglio!

 

 

Annunci

Dammi il tuo amore, non chiedermi niente

Mi sono comprata una maglietta strobo con un pappagallo colorato.

Non che ci sia nulla da spiegare, al mondo ci sono quelli che si comprano i google glass, per dire. Il fatto è che quando ho visto quel disegno mi sono immaginata a Woodstock con un cannone in mano (con dentro fiori, malfidenti). Poi ho pensato che potrebbe essere mia figlia settenne che probabilmente andrà ad una nuova Woodstock troppo a breve, e nonostante tutto la maglietta l’ho comprata.

Seguo le tracce come un segugio e arrivo ad accorgermi quanto lei sia ogni giorno più indipendente, non solo per fare cacca e pipì, ma (soprattutto) per pensare e sentire emozioni. Certo non sono necessari studi da Dr. Spock per capire, magari diversi bicchieri di Negroni per accettare. Perchè, nonostante i proclami da genitore moderno, io sotto il diaframma soffro il distacco (vedi come rivolto bene le teorie sociologiche?); non lo comunicherò mai a nessuno, soprattutto alla diretta interessata, che lei continuerà a sapere che deve girare il mondo (soprattutto il suo dentro). Solo che brutalmente io mi cago sotto al pensiero  di non averla preparata abbastanza.

Che poi chi lo paga un analista per anni?

Vorrei già essere ai suoi sedici anni (uh che canzone) per sapere e partecipare e litigare. Vorrei che fosse ancora la pallina treenne che ha iniziato la materna. Vorrei una cippa, non si può.

Intanto mi metto questa maglietta che significa vie alternative e disobbedienza e rivoluzione.

Quindi creazione, perchè la speranza mia più grande è che lei possa fare cose nuove e mai provate, pericolose ma fruttuose. Oddio che paura, starò lì come una vecchia che borbotta contro l’inesistente sobrietà dei giovani o -peggio- una chioccia che protegge il pulcino.

Mi sento più calzante l’immagine dell’ombrellone che protegge dal sole battente di Agosto. Sto piantata (così non faccio danni ad andare in giro, ingombrante come sono) e faccio il punto di riferimento. Ah ah, io che non lo sono nemmeno per me stessa.

Pappagalli colorati strobo, ce ne sono tanti figlia mia: prendili al volo, però magari cerca di avvisarmi prima che mi giro dall’altra parte.