Dammi il tuo amore, non chiedermi niente

Mi sono comprata una maglietta strobo con un pappagallo colorato.

Non che ci sia nulla da spiegare, al mondo ci sono quelli che si comprano i google glass, per dire. Il fatto è che quando ho visto quel disegno mi sono immaginata a Woodstock con un cannone in mano (con dentro fiori, malfidenti). Poi ho pensato che potrebbe essere mia figlia settenne che probabilmente andrà ad una nuova Woodstock troppo a breve, e nonostante tutto la maglietta l’ho comprata.

Seguo le tracce come un segugio e arrivo ad accorgermi quanto lei sia ogni giorno più indipendente, non solo per fare cacca e pipì, ma (soprattutto) per pensare e sentire emozioni. Certo non sono necessari studi da Dr. Spock per capire, magari diversi bicchieri di Negroni per accettare. Perchè, nonostante i proclami da genitore moderno, io sotto il diaframma soffro il distacco (vedi come rivolto bene le teorie sociologiche?); non lo comunicherò mai a nessuno, soprattutto alla diretta interessata, che lei continuerà a sapere che deve girare il mondo (soprattutto il suo dentro). Solo che brutalmente io mi cago sotto al pensiero  di non averla preparata abbastanza.

Che poi chi lo paga un analista per anni?

Vorrei già essere ai suoi sedici anni (uh che canzone) per sapere e partecipare e litigare. Vorrei che fosse ancora la pallina treenne che ha iniziato la materna. Vorrei una cippa, non si può.

Intanto mi metto questa maglietta che significa vie alternative e disobbedienza e rivoluzione.

Quindi creazione, perchè la speranza mia più grande è che lei possa fare cose nuove e mai provate, pericolose ma fruttuose. Oddio che paura, starò lì come una vecchia che borbotta contro l’inesistente sobrietà dei giovani o -peggio- una chioccia che protegge il pulcino.

Mi sento più calzante l’immagine dell’ombrellone che protegge dal sole battente di Agosto. Sto piantata (così non faccio danni ad andare in giro, ingombrante come sono) e faccio il punto di riferimento. Ah ah, io che non lo sono nemmeno per me stessa.

Pappagalli colorati strobo, ce ne sono tanti figlia mia: prendili al volo, però magari cerca di avvisarmi prima che mi giro dall’altra parte.

 

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