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Giostra

Giostra

Mi gira la testa

è bello così

salire sopra una zucca, diventare regina

sparare al lupo, spargere lacrime

gira gira, mani al vento

il pignone si stacca e sono più in là

Chiudo gli occhi

fuori la lingua, i capelli che volano

gira la giostra, sempre di più

io non sono qui, tienimi la mano e andiamo

Fiabe e racconti, leggera e felice

bambina ma anche di più

non smettere mai di piovere sorrisi, gira la giostra, resta con me

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Conservativo

Fine ottobre, ora legale: alle 17,30 è già quasi buio.

Fosse per me passerei questi mesi giocando a burraco e guardando serie tv, come fossi sociopatica. Togliamo il se fossi: io sono sociopatica.

Lo sono a tal punto che trovo che tutte le persone siano difettate; ognuna con una angolo scuro che non mi piace. Se potessi le eviterei.

Solo che in fondo io amo stare con la gente, e ridere e sorridere.

Amo quelli timidi che guardano ovunque tranne nei tuoi occhi. Quelli che non sono sicuri di niente, perciò non rispondono. Amo chi è riservato, perchè tutti pensano che se la tiri.

Trovo delizioso l’atteggiamento sfrontato di chi non è per niente complicato, chi non ha sovrastrutture, chi non fa il filosofo. Mi dà sollievo chi non ha l’ultimo modello di smartphone. Cerco e mi avvicino a donne che non mostrano le palle, a uomini che non mostrano la macchina, agli anziani che non mostrano di avere vissuto già troppo.

Madri imperfette, padri nervosi, nonni senza pazienza.

Sono socio(necessariamente)patica: ho bisogno di avere vicino tanta gente, non potrei altrimenti sezionare a lame affilate quello che più è marcio dentro me stessa.

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Digressione

e infine uscimmo a riveder le stelle.

Non guardare quando hai scritto l’ultimo post che poi ti viene in mente di fare i conti: uno, due, tre. Le dita si allungano e ti rendi conto che i mesi passati sono tanti, per essere un blog dove scrivi -come dicono tutti- un diario personale.

Che se fosse personale sarebbe riservato. E invece non lo è.

La pubblica ammenda è presto fatta: mi sono beatamente fatta i cazzi miei e non ho avuto bisogno di dirlo a nessuno. Diciamo che è un pò la catarsi del blogger in divenire: scrivere tanto di tutto e poi evolversi a tal punto che le avventure più belle le vivi, invece di raccontarle. Mi spiegava qualcuno che non c’è bisogno di sbattersi tanto, prima o poi le cose succedono, la cosa importante è rimanere lucidi e pronti abbastanza, accorgersi di quello che capita e re-agire.

Insomma, l’estate è stata pregna, cose belle e cose brutte; ed ho re-agito.

Ora torno a scrivere (poveri voi). Ho anche cambiato forma al blog, ogni tanto ci vuole: che quando molli le puzzette devi aprire le finestre. Per la cronaca il tema si chiama “sorbetto” che mi pare tanto carino e leggero e fresco -avanti con le associazioni banali.

Appunti sparsi:

-non scriverò un libro

-non sono piena di impegni

-non sono dimagrita

-non mollo

 

Focus on:

*la reazione a volte è più necessaria di un’azione

*la gente su internet vive di iperboli, perchè altrimenti non esiste