Alternative violenze

Prima di andare a letto ieri sera mi è balenato un pensiero fugace: e se sottovalutassimo alcune forme sottili di violenza?

Perchè ci si riempie troppo spesso la bocca di parole gonfie e pesanti (il femminicidio, gli stupri, il branco, fare mobbing) e poi in qualche modo ci si dimentica (o fa paura) di guardare più vicino.

Mi domando se fregarsene delle ordinarie incombenze casalinghe da parte di un uomo, non sia violenza anche questo. Dimenticare la quotidianetà a favore di tutto il resto che vive fuori dalla coppia, sfruttare la disponibilità al sacrificio della tua donna, agevolare relazioni adulterine: non è violenza questa?

Manipolare la buona fede di una compagna disposta a investire in una relazione; privare la piantina già malandata di luce ed acqua, e pretender continuamente di raccoglier fiori. Chiedere. Possiamo considerarlo maltrattamento?

Vedere da fuori che esiste una connivenza in questa ferocia, sapere che la donna non rialzerà mai la testa convinta che questa sia l’unica strada percorribile, persuasa di avere bisogno di un uomo così: perchè questo non ci fa gridare alla Sindrome di Stoccolma?

Forse c’è bisogno di puntare il dito lontano, perchè sapere di essere così vicini ad un dramma ci costringerebbe a guardare ed intervenire, e si sa che è molto più semplice indossare un fiocco rosso.

Coraggio donne, coraggio: c’è tanto da fare, cominciamo da noi.

 

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