Peana a Settembre

Ho sentito molto mia una massima letta da poco: “Settembre è il lunedì dell’anno”.
Conosco bene la sensazione di down alla fine di un weekend elettrico, agognato dopo i giorni lavorativi pesanti.
L’estate io comincio ad aspettarla da marzo, ne ho bisogno, la godo in maniera assoluta.
Scompaio, mi assento, lascio che i miei ritmi siano dettati dalla luce e dal mare.

Eppure passa: inesorabilmente, inconsolabilmente. Come la maggior parte delle cose belle, ti assorbe del tutto e ti lascia sfinita come dopo una scopata epica.
Allora arriva Settembre.
Per non mollare la sensazione di estate ti aggrappi alle finestre aperte anche di notte (anche se sei costretto a coprirti con il pile), insisti con l’idratante corpo per non perdere nemmeno una cellula di quella pelle abbronzata. Lasci i cassetti chiusi e la scarpiera serrata, che le scarpe non mi avranno mai (figuriamoci le calze).

Ma settembre è ricominciare, lo sanno tutti: una sferzata di energia positiva per guardare con fiducia al futuro.
Eppure nonostante i proclami, le buone speranze e il febbrile affanno per costruire una credibile lista di cose da fare, rimani sempre al punto di partenza dell’anno precedente:
un peso ingombrante sullo stomaco, l’indolenza e l’angoscia di dover sopravvivere ai mesi bui.
Meteorologicamente, si intende.

Ottimismo ragazzi, otto mesi sono un lampo, la prossima estate è dietro l’angolo
#buonfarcela.

settembre infinito

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