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Giostra

Giostra

Mi gira la testa

è bello così

salire sopra una zucca, diventare regina

sparare al lupo, spargere lacrime

gira gira, mani al vento

il pignone si stacca e sono più in là

Chiudo gli occhi

fuori la lingua, i capelli che volano

gira la giostra, sempre di più

io non sono qui, tienimi la mano e andiamo

Fiabe e racconti, leggera e felice

bambina ma anche di più

non smettere mai di piovere sorrisi, gira la giostra, resta con me

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BambiniBambiniBambini

Basta guardarsi intorno per avere sentore di quanto siamo fortunati. E chi pensa di aver appena letto una frase banale, qualunquista e idiota rifletta e trovi quando è stata l’ultima volta che ha visto un bambino sporco e mal vestito, oppure quando ha incrociato un ragazzo che chiedeva da mangiare, o peggio una adolescente che si prostituisce per strada.

Eccessi? Esempi astratti per confermare l’introduzione?

Niente affatto. Le situazioni estreme per i bambini e i ragazzi esistono eccome, e il fatto che siano poco più lontane dalla nostra quotidianità non le elimina dal periodo storico in cui viviamo. Converrete con me che siamo MOLTO fortunati.

Nonostante dal 1989 esista una Convenzione Internazionale  sottoscritta da tutti i paesi del mondo (tranne due -sic-) e pur essendo stata indetta la Giornata Internazionale per i dritti dell’Infanzia siamo ben lontani dall’avere un mondo che si prende cura dei bambini.

Allora dobbiamo ribadire quanto siamo fortunati.

Ma non fermiamoci qui, mettiamo i nostri figli al centro della nostra vita, curiamoli, facciamo ridere, istruiamoli, doniamo loro le ali per volare. Tutti i giorni, anche quando siamo stanchi: è l’unico lavoro che può rendere vera soddisfazione, è investire in Fondi dal rendimento altissimo.

Siamo fortunati, glorifichiamo la nostra fortuna e attiviamoci perché si estenda. Cominciamo dai compagni di scuola e poi anche di più. Facciamo un po’ di più.

Niente viene prima dei bambini.

I saggi di maggio

Sono meteoropatica, lo so. A volte anche sociopatica, ma questo è un altro discorso, che svilupperò dentro i prossimi racconti dell’orrore intitolati “Delitti in mezzo al mar” per vostro gradimento.

Bastano due raggi di sole e io mi trasformo, e sa il cielo di quanto ci sia bisogno di sole in questo inizio giugno un po’ spento.

Alzi la mano chi conosce il ritmo horror del mese di maggio? Tutti eh?!!!! Soprattutto per quelli con i figli il periodo è degno di un film di Tarantino, con tanto di bombe e spargimento di sangue. Continua a leggere

Questa è per te, nipote

E’ così che funziona: arrivi tu e il mondo smette di girare.

Veramente anche da prima. La pancia che cresce, le tutine da preparare, la cameretta da aggiustare. Almeno due volte su tre parliamo di te: spero che tu cresca egogentrica e appassionata, così potrai raccontare di aver avuto le tue belle soddisfazioni già da prima di emettere il primo respiro.

Tutto è organizzato in funzione della tua nascita, solo un’ ipotetico giorno di compleanno che ci fa già girare la testa; perchè non si possono mettere viaggi, perchè bisogna tenersi liberi, perchè c’è da pensare a tua sorella. Sono convinta che ci farai uno scherzetto, il feeling che sento con te è già potente.

Per me sarai ribelle e indipendente, furba, volitiva. Continua a leggere

Un bambino è una persona

Ho solo una figlia, non ho la preparazione accademica per essere una fonte autorevole, la mia esperienza è poca: quindi quello che scriverò di seguito è esclusivamente espressione delle mie scelte (d’altronde in mezzo al mar cosa volevate trovare?)

Per me l’unico modo di approcciarsi ai bambini (parlo ovviamente della mia seienne e-quasi-mezzo) è considerarli delle persone e di conseguenza comportarsi. E’ intollerabile pensare di poterli fare fessi, raccontando bugie mascherate da false verità o -peggio- facendo credere loro che la nostra versione sia l’unica possibile.

Risulta fondamentale essere stimati e assumere un ruolo da leader nei loro confronti, per quello trovo poco utile diluire un no in mille spiegazioni Continua a leggere

Festiv(e)tà

Improvvisamente ti arriva la consapevolezza che per quanto corri e ti sbatti, ti arrabbi e mugugni, non c’è cosa più bella di stare in pace con sè stessi; che non significa avere raggiunto il Nirvana o, più difficile, avere la soluzione dei tuoi pensieri, ma semplicemente bere una tazza di tè bollente mentre accendi il computer.

E ci sono due signorine di sei anni nell’altra stanza che stanno guardando lo Schiaccianoci.

Casa pulita? Si, oggi si.

Cena pronta? No, non esageriamo.

Amici salutati davanti scuola, amiche (grandi) lontane che leggo sui social: e non fate sisi con la testa, io ci sto dentro.

Metto da parte Dostoevskij e apro Bar Sport.

Metto da parte anche il nervoso per certe cose che si trovano sui blog, per alcuni atteggiamenti superficiali, per i paraculi che creano fuffa e la loro corte dei miracoli. Leggo la speranza di invitare a San Remo un’attrice disabile, leggo Il sabato del Villaggio, leggo la neve a Londra, leggo dentro. E mi piace.

E quelle due di là, che ridono come pazze e si raccontano quanto faceva ridere oggi piantare i semi di girasole nel terrario, quelle valgono tutta la fatica di stare bene.

Questo è un pezzo #saltalamerda, contro il logorio della vita quotidiana.

Bambini sempre

Ero a un incontro ieri dove si parlava dei diritti dell’infanzia, in occasione della Giornata Internazionale che cade oggi. Presenti le autorità, i rappresentanti del garante, ospiti illustri; molti insegnanti e alunni della scuola primaria, rumore, movimento. Un’ occasione per affrontare un tema scottante, molto attuale, molto di moda per le tremende notizie che ci accompagnano, soprattutto in questi giorni. Continua a leggere