Para psicanalisi

Apro la pagina. Chiudo.

Riapro, batto due tasti. Spengo.

Ho tutta una serie di movimenti in testa, frasi, periodi, tutta la punteggiatura è al suo posto: vado. Ma poi mi perdo di nuovo.

Se è vera la teoria che un personaggio inventato vive di vita propria, fa le sue richieste Continua a leggere

Annunci

Gioco a palla contro il muro

Male, malissimo, ultimamente scrivo a malapena un post a settimana, due se ci conto anche la perla del venerdì; secondo le regole di Domitilla potrebbero essere più che sufficienti (lei dice che non vale la pena ammattirsi per la quantità, ha fatto una statistica sul suo blog e la resa è la stessa: peccato che  lei non abbia considerato il suo personal brand che vale un fantastiliardo e quindi anche se non posta riceve contatti lo stesso). Comunque Continua a leggere

Che fai ti guardi indietro?

Stavo in chat su skype con un amica che abita praticamente dietro casa (potere della tecnologia, che sostituisce il caffè e la sigaretta sociali e in alcuni casi ti salva la vita quando sei senza trucco e senza voglia di metterti le scarpe). “Allora Lu venerdì mi porti un gnocco di pasta madre” “Ti faccio anche un prospettino per i rinfreschi, che se me la fai morire ti castro” “Giuro che non muore…ah poi prepara i soldini che a fine mese ci ammazziamo di Spa, che son stressata” “Spa aggiudicata per fine novembre, ma che cazzo hai da star stressata?” “Ma veramente mio padre è sempre più depresso, il moroso (convivono, ndr) è una piattola e i clienti in negozio li manderei tutti affanculo…te come stai?” “…” (minuti senza scrivere) “Embè…come stai Lu?” “…boh…io scrivo e sono felice…guardo la Gioppina e sono felice…tocco il culo al socio e sono felice…Mi dovrò toccare i maroni per scaramanzia?” “Ma che toccare, non te l’hanno mica regalata questa storia, io c’ero quando non facevi che piangere”

Lei c’era e anche altri. Però dentro le puzze della vita ci stai sempre da sola, quando ogni notte ti svegli con l’ansia sei sola, quando non sai che pesci pigliare nessuno li pesca per te; cambiare vita, cambiare strada: tutte merde che pesti da sola. Anche quando sei piena di gente attorno, gente che ti vuole bene.

Quella gente lì serve dopo, quando esci dal buco imbruttita e invecchiata, ma più leggera. Serve quando è ora di sentire che ogni scelta che hai fatto, per loro, andava bene così.

E ogni volta che penso a quello che mi sono conquistata e a chi lo condivide con me, embè, sono di nuovo felice.

Thànatos non è un film

Mi è arrivata ieri la notizia della morte di un ragazzo che conosco, di pochi anni più grande di me: si è svegliato la mattina, si è lamentato di un mal di testa, puff, andato, secco, finito.

Non riesco a dirlo con più tatto o dolcezza, è complicato ammorbidire un cazzotto nella bocca dello stomaco: voi come fate? Come si formano le parole nella vostra testa?

Fai la tua vita, ti arrabatti nelle tue cose, un giorno fai la fila in posta, il giorno dopo sei terra da concime. Io, per me, ci metterei la firma. Io. Continua a leggere