Pantamusic al mare

C’è poco da aggiungere ad un fine settima meteorologicamente perfetto: mare mare mare, sole, eritema, pasta col pesce, bagni, mare mare, sole, acqua fredda.

Ho visto una bambina che ha scoperto la sabbia per la prima volta: i piedini cicciotti di duenne con le dita rattrappite dalla novità. I giovanissimi genitori sorridenti e un pò sorpresi.

Sono fortunata ad abitare qui, non potrei vivere in nessun luogo lontano dal mare.

Duri gente, duri: arriveranno anche le ferie!

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Passo a passo

Ultima settimana di vacanza che comincia, ultima di ferie. A tratti ho quella tristezza cosmica che crea in testa immagini da fine del mondo (per dire quanto sono drammatica), di ritorni noiosi, di ripartenze odiate, di svolte non imboccate.
Poi la carogna passa, e torno a godermi questo mare salentino, i paesaggi salmastri, l’ozio da club. Studio le maschere che mi girano accanto, rido di personaggi assurdi e bambini insopportabili, annuso mia figlia in continuazione, coccolo il socio (che a pensieri “tinti” sta peggio di me..), mangio, dormo. Ho ripreso coscienza delle funzioni basali, allontanato (in parte) la tecnologia, allargato la conoscenza istintiva: non potrei vivere per sempre così, ma di questo non potrei mai farne a meno.
See you soon.

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Dell’essere pronti

Adoro la gioppina, ve lo avevo detto?

Oramai la bambina di quattro anni ha lasciato il posto a una ragazzina di dieci, che è un ottima ospite con i nostri amici, che fa un pò la buffona in compagnia, che porta prove schiaccianti alle sue richieste. Prima di dormire si legge due o tre pagine di un libro, al mattino si prepara da sola, quando siamo in giro è curiosa di tutto. Vabbè fa i suoi capricci, le lagne, le gelosie: ma mi spaventerebbe troppo avere una bambola di porcellana.

Direi che questa estate dei cinque sia quella della trasformazione: ma io sarò pronta a reggere?

Foto d’estate: un gelato.

Davanti alla gelateria che va più di moda in questo agosto, il fratello del proprietario e un cliente di passaggio. Uno dei due è un autoctono esportato a Milano, l’altro è Milanese e si vede chiaramente che non vuole rotture di balle.

Il compaesano: “Si, ora parto che domattina di sicuro mi toccherà anticipare l’arrivo in ufficio. Con l’abbassamento del rating del debito Usa ci sarà il delirio…Devo essere l’unico pistola che si fa tutto agosto a Milano: era già vuota ieri, figuriamoci i prossimi giorni”

L’altro “Beh, Milano vuota è l’unico modo per poterci stare…”

“Guarda non saprei, dipende da come la guardi: io proprio mi deprimo. Io ultimamente sono in un periodo di delirio con queste altalene economiche, sai lavoro per una agenzia di informazioni e durante la giornata è sempre un delirio. Tu che lavoro fai?”

L’altro spara un nome di azienda pubblica pazzesca, che tutti quelli che hanno sentito hanno abbassato il capo e si sono fatti piccoli, figuriamoci l’esperto.

“Eh si: dipende proprio da come la guardi Milano…”

Questi siparietti qui da me sono all’ordine del giorno: il giovane rampante locale esportato nella grande città, il turista che scappa dalla grande città, l’esaltazione di doversi affermare anche nelle chiacchiere con un perfetto estraneo, la modestia e il basso profilo di chi conta veramente, la curiosità di chi si sta rilassando e ha del tempo da perdere, la pedanteria di chi parla ad alta voce, i bermuda firmati, i bambini educati. La mia mente viaggia e cado subito nel mio tranello: penso alla Gioppina, e al futuro che l’aspetta. All’università, al lavoro, alla sua famiglia: i viaggi, le lingue, le soddisfazioni.

Guardo il socio che ha ascoltato come me, e lui mi sorride: di sicuro non ha fatto i viaggi mentali che ho fatto io, ma sono certa che sta pensando a Milano d’estate….

Fotografie estive

Bene bene bene, ieri mi sono presa un giorno e mi sono squagliata al mare: tempo perfetto, caldo non umido, acqua pulita. Figlia e nipote sono state quasi sempre in acqua, cosa che ha fatto finire la giornata con una nanna alle nove.

Prima constatazione: non è che ci sia tutto sto pienone se ho trovato parcheggio praticamente sul mare. Corollario: mi piace che non ci sia tanto casino!

Seconda constatazione: ma quanto saranno deficienti quelli che vanno a fare il giro in moscone con la sigaretta?

Terza constatazione: bella figuera se ti tiri lo slippino fino a che sia tutto coperto dalle chiappe, non hai bisogno di gridare coccoline a tuo figlio per farti notare.

Quarto: evviva i nonni che portano al mare i nipoti.

Quinto: mi sto squamando dopo una settimana di pioggia. Corollario: mi viene l’ansia da fine stagione. Aiut!