Anni che passano, coppie inossidabili

Guardarsi da lontano, timidamente. Incontrarlo ogni giorno a scuola, lo sbruffone di turno, quello tosto, quello che non deve chiedere mai. Timidamente parlarsi, piacersi.

Nascondersi da una madre invadente, egoista, più attenta alle dicerie da paese che ai battiti del cuore di sua figlia, appesantita dall’assenza di un marito che è in America per lavorare.

Ridere con le amiche di questo “ragazzo” che aspetta sotto casa; quattordici anni e sentirsi grande.

Correre  a perdifiato verso la spiaggia, trovare un angolo di paradiso per baciarsi. Non posso ascoltare quello che dicono gli altri, questo sarà mio marito.

Finire la scuola, aggiustare la vita, trovare lavoro e uno stipendio per poter comprare la casa col mutuo.

Finalmente sposarsi, il più bel giorno, l’inizio di questa camminata che ci ha portato fino qui; salite pesanti, viali alberati, giornate oscure, insieme nella buona e nella cattiva sorte.

Io e mia sorella testimoni di quello che può l’amore.

Io e lei che vi aguriamo buon anniversario di matrimonio: 43 anni che sono una storia, la vostra storia, la famiglia.

Sognando di avere la vostra forza, prendendo atto che quel numero lì io non lo raggiungerò mai, scegliendo di prendervi come esempio ogni giorno.

Auguri mamma e babbo, siete proprio due eroi.

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Ma nessuno parla del Natale?

E’ arrivato lo spirito del Natale: mi cominciano a girar le balle.

Mi chiedo perchè ogni anno mi trasformi nel Grinch o qualcosa di simile, in azione preventiva mi sale la scimmia verso la fine di novembre. Così faccio in tempo a farmela passare per i giorni di festa… Ma si potranno vedere le luminarie e gli addobbi e le offerte speciali a partire dalla festa dei morti? (La chiamo ancora così, si)

E i lavoretti, e la figlia che preme per il posizionamento del nostro trenino dell’Avvento, e mio padre che sta disponendo il menù, e il socio che pensa alla razionalizzazione del piano ferie nord-sud: e datevi pace oh!

In fondo è solo il compleanno di quel povero cristo…

Io Natale l’ho fatto giusto sabato scorso, che siamo andati a camminare alla pista ciclabile, e abbiamo riso come dei matti con la Gioppina che faceva il record sul giro con la bicicletta rosa; e anche ieri sera, che mi rotolavo sul tappeto coreografando un rap da sballo. Natale è quando mia madre si commuove a parlare di sua madre, e quando io posso dirle una parola che le faccia alleggerire la testa. A Natale poi va sempre a finire che non si tromba, perchè hai altro da fare.

Insomma per oggi sono Scrooge, poi vi assicuro che l’anima bipolare riserverà molte sorprese.

E pensare che questo doveva essere un post su quanto sono figa. Vabbè.

Che mondo sarebbe senza nonni?

Quanto sono importanti i nonni ai giorni nostri, non sono certo io a doverlo sottolineare. Se è verissimo, come dice anche  ItMom, che i padri non sono più mere figure addette solo alla sopravvivenza economica della famiglia, anzi diventano sempre più spesso determinanti nell’educazione dei figli e nella partecipazione attiva alla loro vita sociale, non possiamo negare che i nonni oramai facciamo parte a tutti gli effetti dell’organizzazione giornaliera. Continua a leggere

Per sopravvivere a una nevicata

Veniamo da un fine settimana talmente straordinario che non posso evitare di fermarlo su carta. Dopo cinque giorni di allerta meteo, con tanto di chiusure scuole per pioggia e bollettini stragistici da fine del mondo in diretta, venerdì ha cominciato a nevicare con impegno e ci si è messo per due giorni. Nel mentre, in un sabato pomeriggio ozioso si è scatenato anche il blizzard che sarebbe un vento gelido che soffia mentre nevica, io quando ero piccola lo chiamavo tempesta di neve.

Qui da noi mentre nevica si sta a casa Continua a leggere

Gira il mondo gira

Ieri sul faccialibro comunicavo ad una mia cugina minore (eh beh, serve facebook per parlare coi parenti) che avrebbe preso le bastonate dalla sottoscritta se continuava a enumerare i vantaggi dell’inverno. Diceva lei che finalmente sarebbero arrivati il freddo, la neve, il Natale, le castagne, il vin brulè: ci mancava poco che mi chiedesse felice cosa mi aspetto dalla befana e l’avrei raggiunta a casa per staccarle le ditine delle mani.

Il fatto è che io tutte quelle cose lì le odio, nemmeno fossi un serpente biforcuto col bisogno del letargo; passi per il freddo, ma sopportarlo con il buio e la nebbia proprio no. E poi il Natale: se non fosse nata la Gioppina io sarei stata peggio di Scrooge o del Grinch, immusonita aspettando che passi, o scappando verso mete esotiche (a poterselo permettere). Polenta, brasati, ponch, castagne, brulè li evito come il bacillo dell’asiatica, la montagna con la neve mi fa salire la carogna, che tocca stare nel rifugio e se ti viene voglia di fare due passi tocca mettersi i vestiti di Ambrogio Fogar.

Io son nata nuda, e nuda voglio restare!

Costumi, pareo, bretelline, sandali: amo la leggerezza. Le verdure fresche, il pesce, il vinello leggero. Gelato e cocomero. Birra gelata!

Caldo, molto caldo, vento cocente e sudore. Finestre aperte e corrente salmastra.

Oh carini: non è che questo governo riesce anche ad introdurre una rogatoria di modo che primavera ed estate possano durare anche qui dieci mesi?

Così su due piedi mi viene in mente che si potrebbe avviare un’azione di we democracy o una raccolta fondi: l’ha fatto Santoro per interesse personale, non posso farlo io che migliorerei la vita degli italiani in un istante?

Bon, vi terrò aggiornati: ora mi stanno rimettendo la camicia di forza e mi sarà complicato scrivere.