Buio in sala! Biglietto n.13

Recensione settimanale di un film che mi piace (tutto è soggettivo) per la rubrica di NxD.

Kirikù e la strega Karabà

Kirikù è un bambino di un villaggio africano. E’ speciale: nasce già grande, parla, si taglia il cordone ombelicale. Corre velocissimo, ed è sveglio. Il suo villaggio è vessato da una strega cattiva, la malefica Karabà, che fa razzia di oro e gioielli e che ha rapito tutti gli uomini che sono partiti per annientarla. Anche Kirikù partirà, per andare a combattere Karabà ma soprattutto per dare una risposta alla sua domanda “Perchè la strega è cattiva?”

Un film di Michel Ocelot. Titolo originale Kirikù et la sorcière. Animazione durata 75 min. – Francia, Belgio, Lussemburgo 1998

Se non conoscete Kirikù avete perso un pezzo importante dell’universo magico dei film per bambini. Soprattutto se siete di quelli che pensano che i piccoli siano i veri occhi con cui guardare la vita, e che non bisognerebbe mai crescere. Perchè questo film ha il target “Kids” ma in realtà può benissimo considerarsi un film da grandi; per i temi trattati (la cattiveria, le superstizioni, il coraggio, la diversità), per la meravigliosa originalità del tratto, per la musica di Youssou N’Dour. Mia figlia lo guarda ogni volta con un’espressione di stupore, perchè la fiaba africana è ricca di leggenda e di magia, i personaggi così colorati (sia figurativamente che metaforicamente) e il protagonista così “speciale” che viene rapita e resta ferma immobile dall’inizio alla fine, pur conoscendone ogni fotogramma. Io accanto a lei sono altrettanto coinvolta per i diversi piani di lettura e per la dolcezza dei testi, e per il leonino coraggio che viene trasmesso.

Dello stesso regista è anche Azur e Asmar, delizioso cortometraggio animato che parla di amicizia a pregiudizi, di occhi azzuri e neri, come se fosse una storia delle mille e una notte.

Buona visione!