Ode vuota al nulla operativo (di come, un giorno, il sopra divenne sotto)

Grande riscontro di pubblico alla nuova rappresentazione cosmica: si dimostra a vossignori l’inutilità dell’etica e del buon senso, esaltazione massima di cattiva fede.

Avanti subdoli, a convincerci che di nulla siam capaci, a niente arriveremo, con la miseria moriremo. Noi bisognosi di ragioni profonde per muovere l’intelletto abbiam gran necessità di (de)motivazioni auliche, abbiamo urgenza del vostro sapere.

Gloria ai filibustieri esperti, chi convince l’altro a fidarsi e si apre percorsi anali e commerciali. Di quanto elevato sapere è composto il vostro impegno alla ricerca di vie di fuga buie, orefizi umidi di goduria a senso unico.

Amici aperti, conoscitori di parole e sorrisi, venditori di fumo per fumatori incalliti. Noi siam qui ipnotizzati e inerti ad ascoltar la vostra novella, felici di un desiderio mai conosciuto prima e oramai irrinunciabile.

Sono terminati i giorni dell’innovazione, seppelliti sotto tende di ragnatele e di difficoltà economiche. Non più la scoperta, non più la scienza, prosciugate le fonti della rivoluzione: oggi solo fumo, inutili orpelli avvolti al niente sostanziale.

La modalità di lavoro non cambia, solo il comportamento è diverso: e tra onore e fango ci sono tante discordanze, per ognuna un cadavere orribilmente mutilato.

Zombie in cravatta e tacco a spillo, conversazioni farcite di lemmi incomprensibili, la generata strategia di cervellotiche menti per paura di ritrovarsi nudi davanti allo specchio. I semplici sono rimasti al palo, vincono i purosangue figli di Varenne.

Morte ai genuini, al rogo la tradizione. Non vogliamo più essenza, aborriamo il fondamento concreto.

Avanti miei prodi, senza guardarsi indietro e senza spiegazioni: chi è imbattibile va avanti, i deboli son fuori.

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Considerazioni alternativamente digitali: gli europei di calcio e il social family day di #mammacheblog

Sono giorni un pò carichi questi.

La ragioniera fino almeno a metà mese ha obblighi imprescindibili, la millantata scrittrice è relegata in secondo piano (oppure ad ore troppo piccole per essere raccontate).

Al contrario di altri io non metto mai post in una cartella “incompiuti” nell’attesa di sistemarli, o che diventino completi: io quando ho un pò di tempo scrivo. Questo è il motivo per cui spesso dei miei pezzi non si capisce un tubo. Ho una scrittura fusion (la base della quale è: sono fusion io stessa). Anche adesso avrei da dire una marea di cose, ma scrivo di fretta, non ho tempo, i pensieri si accavallano e devo riepilogarli per sommi capi.

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Social Family Day: un evento da non perdere

L’anno scorso per la prima volta mi sono confrontata con un mondo che imparavo a conoscere e sono andata al Mom Camp: tutta emozionata, con tanta ansia e la curiosità a mille.

Mi ripeto quest’anno, con motivi differenti e un approccio diverso: c’è Zebuk che vuole diventare qualcosa di più, ci sono contatti virtuali che voglio rendere reali, ci sono amiche che ho imparato ad apprezzare e gente che mi conosce come sminkiatrice che non voglio deludere. Per questo non vedo l’ora di partecipare al Social Family Day di Mammacheblog, organizzato dal quel portento di Jolanda e i suoi collaboratori: bel programma quest’anno, con tavole rotonde a tema, il video box e i corsi di Retelab . E poi le chiacchiere: se già lo scorso anno ho fatto quella dell’ultima fila figuriamoci quest’anno i petardi che tirerò.

Relazioni, web, lavoro, passioni, amiche, socialità: sono contenta di diffondere, è il modo ideale di fare marketing (figurarsi che con questo modo divento anche Media Partner: mica cotica!)

Ci vediamo il 9 giugno?

Il magico mondo dell’Inps

Già me lo sento che questo sarà un post inconcludente, un pò perchè non ho grandi capacità deduttivee un pò perchè concludere mi mette l’ansia da prestazione. Sarà anche parziale, scorretto, banale e demagogico: ma se lo fa Grillo posso farlo anche io.

Stamattina armata della pazienza dei santi (io che santa non sono) ho pensato bene di fare un salto all’Inps, dove si trova bella al caldo la mia pratica di accesso al fondo di garanzia. Riassumendo brevemente: qualcuno del mio passato deve darmi dei soldi e siccome un dipendente ha ignobili molte leggi che tutelano la sua posizione, lo Stato ha un fondo che mi anticipa (in parte) il dovuto. Continua a leggere