Un parco dentro al cielo

Sorpresa, novità, tentativi, ostacoli.

Moschettoni, pazienza.

Sudore, caschetto, altezza. Le scale, i tronchi, la rete. Arrampicare, scalare, scorrere, appendersi.

Scenderegiùdaunarete.

Siamo arrivati con il sole, nel cielo e dentro di noi: un regalo di compleanno diverso e senza fiocco. Minuti per prepararci, ore per sperimentare; in questo posto il gioco è superare sè stessi, senza emissioni senza inquinare dentro un bosco. Scarpe che contengono piedini timorosi, occhi che vagano al prossimo appiglio, la volontà di aumentare il livello, di vedere dove volano i grandi, di arrivare in autonomia fino lì. Investire e risparmiare, lezioni di piccola economia sostenibile, trattenersi e ragionare, mollare gli ormeggi e navigare: tutto questo in una testolina di cinque anni (meno due giorni). La forza fisica con cui impari a raffrontarti ogni giorno diventa serva di lente elaborazioni mentali. E’ stata una lezione straordinariamente importante, più per noi che per lei. Perchè i bambini sono lavagne da scrivere, marmo da scolpire, colori da mescolare, e si lasciano travolgere senza esitazione da tutto quello che è sapere (a loro insaputa, o forse no)

Mi ha detto il signore del parco che quando ho otto anni posso fare anche il percorso verde, tutti gli altri fino al blu.

Farai tutti i percorsi che vuoi, oggi sei un pò più grande e io ti guardo camminare da quaggiù.

NB: guardate questo blog, favolosa creazione di Stima e Melablu, è un progetto bellissimo. Prelevate il banner e utilizzatelo anche voi: è molto più che una scelta sostenibile.

Mi(ss) scappa da piangere: quanto è necessario un concorso di bellezza.

Che c’era la finale di Miss Italia proprio mi è passato, fra le altre notizie che leggo sui media quella deve avere fatto un volo di zanzara.

Twitter però è un bel termometro per conoscere gli interessi generali e quindi non passano inosservati i vari messaggi relativi alla manifestazione: ci sono gli insulti, c’è chi sponsorizza qualche ragazza, o semplicemente chi fa battute di gossip. Poi mi è capitato di leggere un bel post di Michela che parte da un ricordo personale e poi contestualizza con le vicende attuali.

Come vedono questo concorso le adolescenti di oggi? Ragazze che hanno accesso ad un numero di informazioni quasi illimitato, volendo. Ragazze che si confrontano con figure femminili che fanno del loro aspetto una merce di scambio per entrare nel mondo del lavoro, politici che chiedono quella merce lì facendo leva sul potere per dare la fama: una fama effimera, mi pare di notare, quella che si apre e chiude sulle pagine di un quotidiano o, al più, su qualche pagina di un settimanale. Hai voglia raccontare a tua figlia che quello che conta è la dignità di persona e la coerenza, che ogni donna (e uomo) è libera di fare le sue scelte salvo poi avere il coraggio di sostenerle, quelle scelte. C’è tutto un mondo la fuori che sbatte fortemente con quello che io (come donna e soprattuto come madre) ho intenzione di insegnare a mia figlia.

D’altra parte vedo che oggi più che mai l’attenzione a quello che va oltre l’edonismo è discretamente alta, ci sono molti movimenti (reali e virtuali) che tengono viva la voglia di andare a fondo, di fare una selezione del personale per competenze e non ad-minchiam, vedo che c’è gente che grida per non mandare tutto a rotoli (o a puttane, che va molto di moda adesso)

Però io volevo dire un’altra cosa, oramai si sa che faccio dei giri ardui e sopraffini (!): vedo Miss Italia e mi viene in mente che quelle ragazze lì sono tutte figlie di qualcuno (niente commenti ironici, please). Sono madre, lo so che le madri e i padri vogliono sempre il meglio per i propri figli, vogliono che stiano bene, che riescano nella vita, che abbiano soddisfazioni; nella mia testa questo amore genitoriale collegato ai concorsi di bellezza si trasforma in una specie di mostro a sei teste, dove mamme super tirate (e frustrate) lottano con le unghie e con i denti, e forse anche con qualcos’altro, perchè la loro figliola venga notata, vedò papà muniti di tutti i mezzi che consente la tecnologia per spargere la voce, attirare consensi, aggiungere voti. Nella mia fantasia quel concorso è una lotta senza esclusione di colpi dietro le quinte, e quello che passa la TV è solo un filtro che addolcisce,  e quindi si torna al primo argomento di questo articolo: dove può andare una società che manda messaggi sbagliati su quello che è il modo di fare strada, quando chi ha detto “no”  diventa la nuova Maria Goretti e  chi chiede prestazioni sessuali e un comportamento accondiscendente è un giusto e un grand furbone.

Io non so cosa rispodnere. Aiuto! I got the devil in me! Voglio un esorcista!

Foto di bimbi: il contest

Mannaggia oggi è l’ultimo giorno!!!

Corri corri, che la Gioppina la foto l’ha scelta da un bel pò, ma io ho lasciato passare i giorni: c’è un bellissimo contest da MelaBlu che riguarda le foto dei nostri bambini, il mondo visto dal loro occhio digitale.

Andate a vedere sul blog, sono già pubblicate tante foto: partecipate!

Titolo: Una pianta che sembra una stella marina

Foto d’estate: un gelato.

Davanti alla gelateria che va più di moda in questo agosto, il fratello del proprietario e un cliente di passaggio. Uno dei due è un autoctono esportato a Milano, l’altro è Milanese e si vede chiaramente che non vuole rotture di balle.

Il compaesano: “Si, ora parto che domattina di sicuro mi toccherà anticipare l’arrivo in ufficio. Con l’abbassamento del rating del debito Usa ci sarà il delirio…Devo essere l’unico pistola che si fa tutto agosto a Milano: era già vuota ieri, figuriamoci i prossimi giorni”

L’altro “Beh, Milano vuota è l’unico modo per poterci stare…”

“Guarda non saprei, dipende da come la guardi: io proprio mi deprimo. Io ultimamente sono in un periodo di delirio con queste altalene economiche, sai lavoro per una agenzia di informazioni e durante la giornata è sempre un delirio. Tu che lavoro fai?”

L’altro spara un nome di azienda pubblica pazzesca, che tutti quelli che hanno sentito hanno abbassato il capo e si sono fatti piccoli, figuriamoci l’esperto.

“Eh si: dipende proprio da come la guardi Milano…”

Questi siparietti qui da me sono all’ordine del giorno: il giovane rampante locale esportato nella grande città, il turista che scappa dalla grande città, l’esaltazione di doversi affermare anche nelle chiacchiere con un perfetto estraneo, la modestia e il basso profilo di chi conta veramente, la curiosità di chi si sta rilassando e ha del tempo da perdere, la pedanteria di chi parla ad alta voce, i bermuda firmati, i bambini educati. La mia mente viaggia e cado subito nel mio tranello: penso alla Gioppina, e al futuro che l’aspetta. All’università, al lavoro, alla sua famiglia: i viaggi, le lingue, le soddisfazioni.

Guardo il socio che ha ascoltato come me, e lui mi sorride: di sicuro non ha fatto i viaggi mentali che ho fatto io, ma sono certa che sta pensando a Milano d’estate….

Non fare lo struzzo: se ami tuo figlio legalo!

Filastrocca impertinente
Gianni Rodari

Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà

Con la Gioppina è stata proprio dura i primi mesi: fatti duecento metri in macchina già strillava che non voleva stare ferma e legata. E non era una questione di seggiolino: lei i “vincoli” non li vuole. Il socio e io, nonostante i mal di testa, i mal di stomaco e i magoni, abbiamo sempre tenuto duro, perchè preferiamo una figlia isterica ad una figlia morta. E con questa frase forte (perdonatemi ma il tono è necessario) io vorrei tirare un cartone in faccia a tutti quegli adulti, genitori e non, che non mettono le cinture ai bambini; che sia per un momento, per dieci metri, o per una strada di montagna LE CINTURE VANNO INDOSSATE SEMPRE. Noi oggi siamo stressati da una quasicinquenne che ci chiede se abbiamo le cinture ancora prima di partire: ma è meglio così!

Informiamo e diffondiamo la campagna Se lo ami, legalo! Si possono scaricare i banner (che vedete qui da me sulla sinistra)  e l’adesivo. I banner si trovano nella pagina della Campagna, che è un’idea di Genitori CresconoVeremamme , Farmacia Serra e Mammafelice. L’adesivo è scaricabile anche qui:http://www.mammafelice.it/wp-content/uploads/2011/06/cinture-sicurezza.jpg

Innesti e contaminazioni

Quando grazie a Stima ho scoperto l’iniziativa è stato subito amore; per la mia continua voglia di giocare e conoscere cose nuove, per avere la possibilità di crescere mia figlia nella massima libertà di espressione, perchè le nostre radici sono importanti ma ancora più importante è abbellire la mia città e lasciare un segno. La filosofia dell’innesto è semplice: far germogliare l’immaginario dove esiste il reale. Noi abbiamo voluto aggiungere la contaminazione delle arti, quella cartacea di una bambina e quella storica della pietra “sacra”. Questo angolo della mia città ha un fascino particolare, perchè ti sorprende in mezzo a piccole vie nascoste del centro, ci capiti senza saperlo e senza programmarlo: una piccola piazza, piccole case basse, una piccola chiesa. E questo modo di acclamare senza gridare è ciò che voglio scegliere per questa iniziativa, molto apprezzata anche da figlia e socio.

Compagne di avventura (in progress):

Stimadidanno
Mammainverde

Pentapata
Mannalisa
Cuordicarciofo

Bimboverde
Emily
Pisa&Love

Sfollicolatamente

Ringrazio CeVì che ha avviato il progetto Innestare (http://innestare.blogspot.com) e invita a farlo diventare di tutti: io continuo a spargere la voce.