Un post sul maiale

Giusto ieri mi ero ripromessa di scrivere un post sul maiale, che non era una roba porno, ma una tradizione molto legata alla mia terra a sud del Rubicone. Infatti quando si avvicina la data del 17 gennaio qui da noi si frigge; non ho ben capito se Sant’Antonio fosse ghiotto di castagnole, oppure se il carnevale lo abbiano associato al Santo e poi al suino, quello che è certo è che del maiale non si butta via niente.

E infatti è la mia verdura preferita.

Solo che da ieri è passato da un po’ di tempo, è passata la candelora perciò dall’inverno siamo fora e il Carnevale è cominciato. Infatti domenica hanno già fatto la prima delle tre sfilate di carri allegorici (questa parola l’ho amata sempre tanto, sarà che sono una a cui piacciono le figure retoriche, pur ricorrendo più spesso alle figure di merda).

Ma torniamo in tema, anche se la cosa mi sembra del tutto banale.

Ho trovato stille di poesia e vita vissuta nei mirabili versi

Sabato sabato

È sempre sabato

Anche di lunedì sera

è sempre sabato sera

Quando non si lavora

È sempre sabato

Vorrei che ritornasse presto

un altro lunedì

[… puntini di sospensione tra parentesi quadre che indicano che il testo l’ho tagliato ad minchiam]

Come nei sabati sera in provincia

Che sembra tutto finito poi ricomincia

E’ l’esatta allitterazione di una tragica vita creativa, la drammatica conquista interiore di uno spirito indomito (dolorosamente espulso dalla società). Vi capita mai di incontrare versi che vi si incollano addosso proprio quanto non li stavate cercando? Ecco, io mi commuovo a pensare che sia successo proprio qui e ora.

Concludendo.

A quelli che hanno raggiunto il blog ricercando pratiche strane con animali o simili vorrei segnalare che scorrendo i titoli potranno certamente trovare argomenti interessanti, nascosti tra ameni post scritti nei giorni di gloria.

D’altronde il porno è nella mente di chi naviga.

maiale

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Sento le cicale

Martedì martedì mio, che vieni dopo il lunedì di inizio settimana, che dovresti essere un giorno neutro: portami la musica!

Che si fa col caldo? Si inforna la pizza, no!

Quelli normali si siedono in giardino di sera e ascoltano il frinire delle cicale

E le cicale

cicale cicale cicale

e la formica

invece non cicale mica

Insomma sta formica che mica cica, lei lavora cosa vi credevate voi. Continua a leggere

Ti regalo una perla: San Remo

Il famoso Santo canterino divide l’Italia unita: c’è chi lo guarda e c’è chi ne parla (male, senza vederlo, a prescindere).

Poi ci sono quelli che lo twittano (io seguo #mammeasanremo: ironiche, beffarde, fashion, molto lucide)

La mia evoluzione ha portato tempi bui nell’adolescenza in cui ho perso di vista il festival canoro, perchè ero kontro (perdona l’accostamento Fosca, prima o poi la mia ironia mi causerà un occhio nero); però poi mi sono rifatta eh, da adulta ho ricominciato a seguirlo, noiosamente e testardamente.

Sono portatrice sana del Morbo di Demoskopea che mi causa travasi di bile (e creatività abbestia sulle parolacce) alla pubblicazione della classifica provvisoria: che se la guardo a partire dal fondo esulto un bel pò.

Sogno occasioni mondane per poter scegliere vestiti lunghi e un trucco da sougno (Briatore docet)

Vivo mattine da zombie, che nemmeno ai tempi delle serate folli infrasettimanali al Peter Pan di Riccione.

Quest’anno dentro al Festival: la rivendicazione di tutti i diritti, l’orgoglio gay, la disabilità.

Non c’è niente da fare, anche per voi che fate i radical chic, non ci toglierete il gusto di essere pop: perchè San Remo è San Remo.

Partecipate!

Perlipedia