10 cose ovvie (probabilmente false)

Se c’è il sole non piove.

Quando ridi sei felice.

Il sesso fa bene, fatto bene fa meglio.

Se tutti pagassero le tasse ne pagheremmo tutti meno.

Gli amici si scelgono, i parenti no.

I blog sono l’unica fonte di informazione libera.

Il Natale è la festa dei bambini.

Mandare affanculo la gente è liberatorio.

Per scrivere bene bisogna leggere tanto.

If you love somebody, set them free.

E comprati il Bimbi che lo paghi a rate, il secondo anno senza interessi!

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Jingle all the way, again!

Ecco, ci siamo: mi è scattata la scintilla delle buone feste.

Stamattina mi sono svegliata ed ero felice; nel senso che ho pensato a Natale e ho sorriso.

Ho trovato tutto quello che mi serviva, ho nel cuore nuovi amici, ho programmato un caffè con le ragazze. E tutto a ben 5 giorni e più dal D-day.

Quello che potrebbe essere il giorno più di merda di (quasi) tutta la mia vita, un periodo di tristezze e rimpianti, si trasforma in -gaudio e giubilo- previsione di pace.

Poco contano le separazioni, i furti, le tasse: i binari della vita funzionano*.

Se poi vogliamo mettere la cigliegina sulla torta allora basta guardarsi in giro. Genitori sclerotici per via delle recite natalizie, litigate furiose sui vestiti del saggio, menti che si spappano per dirimere la logistica di pranzi e cene: ma la meraviglia del delirio!

Più inquietante di un Munch, piu claustrofobico dei Cure, più divertente di Tim Burton.

Basta prepararsi dei pop-corn e sedersi sul divano: fare parte di un gruppo segreto di cinefori potrebbe aiutare la visione, ci si sostiene a vicenda che mal comune è mezzo gaudio.

E allora tutto passa, allenti la tesione e vai liscio fino al 26.

Per quanto riguarda Capodanno, ci stiamo lavorando. Intanto vi posso consigliare questo:

capodanno(presa da qui)

*Una frase così potevate probabilmenre leggerla nell’ultimo di Fabio Volo, non è bello e glorioso che io vi abbia risparmiato la fatica?

Buon Natale.

Dicembre che va

Palle di Natale nè abbiamo? Palle in abbondanza, diceva quello.

Direi che abbiamo anche abbastanza natale, che anche se oggi è solo il dieci l’atmosfera è luccicosa da settimane oramai.

Io grugnisco. Ci provo con tutte le forze a odiare sto periodo. Giuro che mi impegno: c’è niente di più falso e eticamente controverso del mese di dicembre, con annessi e connessi? Un mese lavorativamente corto (ma dove c’è da pagare di più), programmi scolastici più fitti (anche se i giorni sono di meno), la corsa al regalo (che cazzo vuoi regalare? perchè? fai il compleanno?)

Uh, mio padre fa il compleanno, e lui si merita tutto. Lui è il figo di casa, quello che alterna la figura di orso irascibile e pessimista, con altre parole di sostegno e dedizione assolute per chi ama. Lui è quello che si altera e litiga, ma poi dimostra che morirebbe per noi. Lui che ha paura che ci vada tutto storto, ma quando abbiamo avuto i nostri momenti di storta era l’unica boa del mare in tempesta. Troppo elevato l’esempio? Beh, è una vita che combatto con questa roccia. Si merita tutto.

Oh oh oh, il periodo dell’avvento. Miscuglio di tradizione religiosa con infiltrazioni (boh) nordiche? Quando ero piccola io non usava costruire calendari dell’avvento, credo forse nonna accendesse le candele  -detesto il mio tono da vecchia, sono vecchia- Oggi ho una figlia ottenne che si aspetta sempre vagamente il calendario dell’avvento, che sarebbe un trenino con 24 cassettini, mica mi metto a farlo a mano. Spazi piccolissimi che io riempio ogni sera con una piccola sorpresa o un cioccolatino o una cosa da fare: sbuffo tutte le sere. Mi addormento sul divano e quando mi sveglio devo scrivere questo bigliettino tutto smielato, facendo le veci dei folletti. Lei non sbuffa mai, si alza tutte le mattine di corsa e va a vedere cosa le hanno lasciato i folletti, tutta bella sorridente che non la riconosco; ci crede, lei ci crede.

E quando mi dice che i suo compagni di classe non credono a niente ha questa cosa negli occhi, che è un misto tra nebbia e delusione, e una cocente volontà di essere rassicurata e sostenuta. E mi ricordo quando avevo qualche anno più di lei, e cercavo la stessa cosa negli occhi di mio padre, quando qualcosa mi tediava o mi andava storto o mi deludeva; avevo bisogno di sapere che ero giusta, che potevo crederci. E l’orso mi ha fatto sempre capire che era si, anche se solo con un grugnito. Un verso strano, nemmeno una parola, solo uno sguardo.

Ecco, io a natale grugnisco, perchè mi fa tutto schifo. Però forse no, forse l’amore va bene tutto l’anno.

 

palla

La mia letterina

Non ce l’ho una letterina pronta.

Ho dimenticato cosa vorrei chiedere veramente; un po’ perchè mi interessa di più quello che chiedono gli altri, un pò perchè non ho grandi mancanze.

Ce le ho piccole, robetta che non sposta l’ago nella bilancia per misurare gli equilibri della vita.

Mi mancano un paio di Laboutin, il decolletè nero tacco 12 quelle con la suola rossa. Quelle che quando cammini sembri una dea, che quando ti guardano camminanre da dietro quel rosso fa l’occhiolino a tutti quanti, uomini e donne.

Mi manca un pochino di colore ocra. Il colore della sabbia bagnata, lo stesso colore di un muro a secco. L’ocra che se gli togli una lettera diventa un animale simpatico e poco intelligente. Mi manca un’oca.

Poi mi mancano dei piani. Uno nella mia casa, una specie di taverna: in quel piano mi ci nasconderei oppure inviterei tutti gli amici, e cuocerei la pizza nel forno a legna. Un piano da suonare, perchè io con la musica proprio non ci so fare, non la so leggere e non conosco il solfeggio e questa è una cosa gravissima. Poi un piano nell’armadio, mi manca giusto quello per riporre le delusioni, a metà tra i jeans e i maglioni. Potrebbe essere un ripiano piccolo, anche abbastanza leggero, però in effetti mi manca e quello che dovrebbe andarci sopra ora sta tutto in giro.

Un’altra piccola cosa che mi manca è un paio di occhiali. Lenti azzurre, azzurro forte.

Poi avrei bisogno del teletrasporto, ma non per fare le cose di tutti i giorni, che per quelle non c’è bisogno di una cosa così impegantiva. Mi servirebbe cancellare il tempo e lo spazio per vedere le mostre in giro per il mondo, purtroppo i mostri sono facili da vedere anche qui.

Tutte piccole esigenze, niente di importante.

Per quello che mi dimentico sempre di scrivere la lettera. Tanto io lo so che Babbo Natale legge anche le frasi non scritte, che lui ha le lenti a raggi H, quelle che lo fanno leggere fino a dentro il cuore.

Questo Natale sarà felice, il più felice degli ultimi cento anni. Me lo sento. E se lo sento io…

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Il mare a colori

Non è proprio vacanza, passare qualche giorno in Liguria è una trasformazione.

C’è questa abitudine che abbiamo preso, di finire l’anno a Finale (non poteva essere altrimenti visto il nome profetico). Maciniamo i nostri chilometri per andare ad aprire una casa fredda e sola, che ancora sente l’eco delle vacanze estive e vive la malinconia del caldo passato: nei mesi di sole le stanze sono piene di attività e movimento, quando la nonna e la zia passano le ferie nelle loro abitudini marittime. Continua a leggere

Ma nessuno parla del Natale?

E’ arrivato lo spirito del Natale: mi cominciano a girar le balle.

Mi chiedo perchè ogni anno mi trasformi nel Grinch o qualcosa di simile, in azione preventiva mi sale la scimmia verso la fine di novembre. Così faccio in tempo a farmela passare per i giorni di festa… Ma si potranno vedere le luminarie e gli addobbi e le offerte speciali a partire dalla festa dei morti? (La chiamo ancora così, si)

E i lavoretti, e la figlia che preme per il posizionamento del nostro trenino dell’Avvento, e mio padre che sta disponendo il menù, e il socio che pensa alla razionalizzazione del piano ferie nord-sud: e datevi pace oh!

In fondo è solo il compleanno di quel povero cristo…

Io Natale l’ho fatto giusto sabato scorso, che siamo andati a camminare alla pista ciclabile, e abbiamo riso come dei matti con la Gioppina che faceva il record sul giro con la bicicletta rosa; e anche ieri sera, che mi rotolavo sul tappeto coreografando un rap da sballo. Natale è quando mia madre si commuove a parlare di sua madre, e quando io posso dirle una parola che le faccia alleggerire la testa. A Natale poi va sempre a finire che non si tromba, perchè hai altro da fare.

Insomma per oggi sono Scrooge, poi vi assicuro che l’anima bipolare riserverà molte sorprese.

E pensare che questo doveva essere un post su quanto sono figa. Vabbè.