Una felicità e mezzo

Oggi è la prima Giornata internazionale della felicità che viene un giorno prima dell’inizio di primavera.

Pare che non sia più possibile tirare avanti facendo i conti solamente con i soldi, e su quanto fine mese avanzi quando finisce lo stipendio: bisogna pesare anche i momenti di buona vita, i sorrisi, le capriole sull’erba.

Come tutte le ricorrenze imposte questa prima giornata della felicità mi fa un pò piangere, perchè penso che siamo proprio stupidi se possiamo arrivare a dimenticarci di essere felici. E’ vero che non è facile ma è anche vero che alle cose facili non fai nemmeno attenzione, perchè ti vengono facili.

Felicità è una parola grande, che spaventa tantissimo, che ti fa piegare le spalle vedendola lontanissima, un sentiero di mattoni gialli lunghissimo e pieno di curve. Io penso che la felicità sia una cosa piccola fatta ieri (il cordon bleu cotto bene), poi un’altra piccola felicità di oggi (il merlo sul terrazzo), poi ancora un’altra prevista per domani (il prestito in biblioteca).

Allora se riusciamo a mettere insieme una felicità al giorno (dai, va bene anche una felicità e mezzo se siamo tanto bravi) tutta la fatica di vivere ci sembrerà più leggera. Però non dobbiamo dimenticarcene nemmeno un giorno.

Anche quando ci viene da arrenderci, anche quando la bolletta è pesante: impegnamoci, in fondo la felicità è proprio lì dietro.

 

Annunci

Quelli che…in Vaticano

Ci siamo, ci siamo: oggi 12 marzo è la data di inizio del Conclave.

Tutti i Cardinali elettori saranno infusi dello Spirito Santo con la Messa pro eligendo delle 10 a San Pietro (siete ancora in tempo, qualche biglietto è rimasto ma non fidatevi dei bagarini)

Comunicato Messa pro eligendo pontifice

Martedì 12 marzo 2013, alle ore 10, Continua a leggere

Aggiornamenti dal Vaticano

Sono arrivati, sono arrivati: zaino in spalla, grandi sorrisi e pacche sulle spalle i Cardinali elettori sono tutti a Roma (bomba o non bomba). Manca giusto il vietnamita Minh Man che si è fermato a parlare con la perpetua, ma entro oggi farà check-in.

Già da tre giorni fanno brainstorming e probabilmente l’annuncio della data di inizio del Conclave sarà dato a brevissimo, oggi o domani (Lunedì la data più papabile).

Bocche cucite e grandissima segretezza, nessuno può parlare pena la scomunica: il soglio di Pietro non è mica la presidenza del Consiglio, non è che stiamo qua a farci dare dei fascisti e non c’è nemmeno un infiltrato. Il Decano Sodano e il Camerlengo Bertone (che hanno fatto pace) serrano le fila e spediscono dietro la lavagna chiunque si lasci sfuggire qualcosa, compresi i Cardinali USA che sono abituati alle conferenze stampa;  hanno anche ordinato una veloce spolveratina alle statue di Piazza che per Pasqua si sa che si fanno le pulizie quelle grosse. Il falso pavimento nella Cappella Sistina è quasi pronto, tutto liscio che nemmeno una cimice possa incastrarsi da qualche parte.

L’Anello del Pescatore di Benedetto è stato rigato con precisione in modo che nessuno possa più utilizzarlo come stampino da sabbia, timbro del didò o sigillo per qualche eventuale comunicazione.

Per ogni notizia dalla fonte l’account Twitter della Segreteria di Stato è @terzaLoggia (brividino lungo la schiena)

Photo Credits: Ansa.it

Photo Credits: Ansa.it

Nel frattempo al Vaticano…

Zitto zitto, cacchio cacchio il Papa dimissionario (che si farà chiamare Emerito perché me lo merito, cambierà colore delle scarpe da rosso a cuoio e vestirà sempre di bianco ma senza mantellina) ha introdotto modifiche importanti alla Costituzione Apostolica e all’elezione del nuovo Pontefice: il che è un po’ come quello che dice “ok mi avete stufato, me ne vado e il pallone lo porto via”. Motu Proprio ovvero “di propria iniziativa” in zona cesarini una bella rivoluzione: sui modi di votazione (non più per acclamazione ma per scrutinio) e sul quorum richiesto (due terzi dei votanti), e tanto altro -per esempio la consegna dei documenti secretati o la scomunica per chi si lascia sfuggire il risultato finale-

Intanto il cardinale scozzese O’ Brien ha deciso di non venire a Roma a votare: probabile che sia perché non è stato approvato il rimborso delle spese di viaggio.

Intanto serpeggiano illazioni su illazioni, e noi continuiamo ad avere il brividino lungo la schiena perché ci sembra che ci sia altro, ma tanto lo sapremo tra 50 anni (sarò viva? ne avrò 92, sai che bomba)

Ohibò: da domani tutti i giorni sono buoni per la convocazione del Conclave. No, non citerò Moretti perché è troppo scontato.

Poi aspetteremo la fumata bianca: che emozione sapere che per un periodo storico straordinario avremo al mondo due Papi viventi. Mi sembra di tornare ai tempi di Avignone.

Gulp.

Buchi neri della terra

Legge 30 marzo 2004, n. 92

“Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004

Art. 1.

1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Fonte

Metti che ti chiamo sfigato

“Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni e’ bello, perche’ vuol dire che almeno hai fatto qualcosa”

Beh? Trovatemi dove è sbagliata la frase. Certo che per essere un viceministro il Martone ha usato poco la dialettica classica Continua a leggere