10 cose ovvie (probabilmente false)

Se c’è il sole non piove.

Quando ridi sei felice.

Il sesso fa bene, fatto bene fa meglio.

Se tutti pagassero le tasse ne pagheremmo tutti meno.

Gli amici si scelgono, i parenti no.

I blog sono l’unica fonte di informazione libera.

Il Natale è la festa dei bambini.

Mandare affanculo la gente è liberatorio.

Per scrivere bene bisogna leggere tanto.

If you love somebody, set them free.

E comprati il Bimbi che lo paghi a rate, il secondo anno senza interessi!

Annunci

Cromoterapia

Ridipingo tutta casa, a Pasqua come da migliore tradizione catto-popolare.

Raccontare in prima persona singolare è sbagliato, in realtà quello che faccio io è delegare e subappaltare; l’imbianchino è un ragazzo giovane, con due femmine piccole. E’ preciso, lavora con cura, appassionato.

Tutto colore, lascio pareti bianche solo dove arriva poca luce: sento la necessità di illuminare gli angoli foschi della mia casa e della vita, ho deciso che le scelte monocromatiche non fanno per me. Passi anni e anni a convincerti che il nero è fine e non impegna, fai passi da gigante a farti piacere il bianco come stile di vita: e poi arriva un giorno in cui ti accorgi che erano solo bugie.

La realtà è che io sono colorata, anzi ho talmente tante lunghezze d’onda addosso che il più delle volte escono fuori abbinamenti strani e stridenti.

Mi sembra di essere verde acqua quando dormo, mentre la generazione discendente è decisamente verde pisello. Le ore di rilassamento e lettura mi trasformano in una salamandra carta da zucchero, che quando sale sul soffito si scurisce un pò. Poi magari uscendo da casa posso diventare anche viola oppure ocra, ma quello dipende da quali persone incontro.

La cosa più bella è che quando cucino sono arancione, quasi fosforescente: infatti ho scelto proprio quel colore lì da abbinare alla stanza che amo più di tutte, quella che ospita i compiti della figlia (perchè esiste il suo studiolo, ma molto spesso rimane vuoto, a ognuno il suo non-posto). In cucina invito le mie amiche, tisana allo zenzero e chiacchiere pesanti.

C’è un solo modo per prendere in mano i propri giorni: ri-colorare le pareti di casa. Scegliere, scartare, vedere quello che ancora non c’è, abituarsi all’idea che niente dura per sempre, prendere una via sconosciuta, spostare i punti di riferimento, riordinare.

La nuova stagione, le promesse ammiccanti del tempo, la smania di guardare oltre: cambia se vuoi cambiare, nessun altro potrà farlo per te.

Piede

#mammacheblog Creativo: Occupy Uncinetto!

Ora mi prende una botta di stima (ve li ricordate Cima e Afflitto? Oggi si sente prepotente l’influsso del primo, potrebbe non durare molto quindi me la godo).

Se mi guardo con la visuale di Bartimeus -che essendo un jinn del quarto livello può vedere su tutti i livelli magici e quindi si accorge di tutte le varie forme che assume ogni essenza- mi accorgo che mi presento al mondo con molteplici vestiti e figure; la qual cosa è davvero interessante, fino a che non corri il rischio di fare troppe cose e di farle male (buono Afflitto, mettiti a cuccia).

La mia vita si districa tra la mammità, la rappresentatività, la moglità, la sportività. Poi mi piace leggere, mi piace cucinare, mi piace stirare (seeeeeeee). Esiste anche il risvolto web; socievolezza, voglia di frequentare la nicchia, piacere di scrivere (molto piacere), affinità elettive, ferrieuncinetto (seeeeeee).

Una degli abiti che non mi sarei proprio aspettata di indossare è cucito facendo un patchwork di vita 1.0 e 2.1: e chi se lo aspettava di parlare di fatturazione e obblighi fiscali ad un evento di blogger creative? Cima esalta la faccenda, ma Afflitto è sempre lì che si caga sotto.

Ora, io di mio sono contentissima anche se tenere a bada un pollaio di tal livello sarà un’avventura degna degli Avengers, in più c’è da dire che il programma della giornata è davvero interessantissimo; se avete voglia di partecipare è tutto gratis, registratevi e venite a sentire il Mom Class che terrò insieme a Silvia Tropea di GenitoriCrescono al Mammacheblog Creativo: ne sentirete delle belle!

Cose di settembre fuori e dentro il borgo

Questo settembre è meraviglioso.

E tanto basterebbe per chiudere il post, buonanotte al secchio tanto oramai si sa che sono dissociata.

Allora per farvi dispetto io approfondisco: c’è il sole, sto in giro, faccio cose, vedo gente, ho la figlia figa, anche il sesso tuttobenegrazie.

Sono andata al Blogfest, come una nerd qualunque, che si spugnetta con twitter e fa le punte ai blogger famosi che nemmeno al red carpet di Cannes. Voglio dire, io raccontavo a Polly chi fosse chi, e quanto fossero morti di fama tutti quanti se si fanno le foto da bimbiminkia pur di avere i loro retweet autocelebrativo (che tanto si sa, se non ti retwittano non sei nessuno). Sono morta di noia ai #TA13, che sarebbero le premiazioni dei personaggi di Twitter (unico appunto: Scanzi è più alto di come me lo immaginavo). Mi sono divertita ai #MIA13 perchè Pinuccio fa spaccare. Solo che continuo a pensare che le categorie e le votazioni fatte così siano una cavolata, e quindi…no, non mi stai arrivando. Per la cronaca, anche io e Polly ci siamo fatte la foto da bimbeminchia, però noi siamo meglio. Fine della blogfest.

Qui a latitudini semi terrone il tempo è magnifico, il che significa che la domenica si va al mare. Qualcuno schiatterà di invidia, altri alzeranno il dito medio: mi dispiace non si può essere amati da tutti. In ogni caso ho sempre una branda libera, fatevi sotto.

Sono ricominciate tutte le attività settembrine che comprendono: scuola, nuoto e altre amenità varie. Sono ricominciati anche i frullamenti di maroni ascoltando la varia umanità mammesca sulle paranoie delle 27 ore, sulle bottigliette di plastica e sulle buche in camporella -io volevo scrivere anche genitore 1 e genitore 2 in questa frase, ma tanto di papà all’uscita da scuola se ne vedono pochissimi inutile essere politicamente corretti, sarebbe ipocrita. Vogliamo fare così, cari maschietti: spremete le meningi e arrotate le gonadi tentando di racimolare qualche minuto in più per i vostri figli, magari non solo la sera quando tornate a casa afflitti dal lavoro. Fate una sorpresa, stupiteli, raggirateli: vi giuro che i sorrisi che vi accoglieranno non potranno essere sostituiti da niente al mondo- Fine dell’angolo della pediatra. Anzi no: sono di nuovo rappresentante di classe. Anche in seconda. Di. Nuovo.

Ah… ho delle cose in ballo sul web, cose che mi esaltano e che mi fanno tremare le gambe. Progetti per cui un giorno mi dico “grande, sei proprio una pheega!” e il giorno dopo mi sento mormorare da sola “ma porco melo, cosa mi avrà detto la testa quando ho detto si?”. Robe gratis, che oramai ho quasi deciso che quando non vengo pagata io dia il meglio di me (no, non voglio che tutti mi offrano solo visibilità, mi piace la soddisfazione economica, ma devo avere la frizione del cervello che funziona male e mi salta la marcia, così quando scrivo aggratis mi viene tutto più facile, boh)

Ultima cosa. Ho preso coi saldi un reggiseno da Intimissimi che mi fa le tette di una ventenne. Cioè proprio non c’è competizione, ciao mare!

 

Machiavelli mi fa un baffo

Comprendo bene che coltivare i sogni può essere una delle poche boe che tengono a galla in una vita brutta, o anche solo normale.

Certamente avere un angolo nel cuore in cui far crescere speranze corroboranti è tipico della nostra specie, che non saprà volare ma in quanto a immaginazione dà la pezza a tutti gli altri animali. Intendo dire che è bellissimo sperare di diventare un grande chef guardando le trasmissioni della Clerici, oppre immaginarsi alla coppa del mondo di calcio solo ascoltando Caressa o la D’Amico, o partire ipoteticamente per cambiare vita semplicemente con un documentario di National Geographic.

Quello che mi spaventa invece è la facilissima scivolata dentro un’armatura che ti porta a diventare il tuo sogno. Ho incontrato persone che erano grandi pittori o musicisti o scrittori, solo per averci provato; e non valeva nessuna rimostranza e neppure il tentativo di riportarli alla realtà, per aiutarli a ritrovare le giuste prospettive.

Quanto è sottile la linea che separa la grinta dall’ottusità? Chi decide quando è ora di smettere di fare come il moscone contro il vetro? Come comprendere il canale giusto per riversare le nostre energie?

Sto vagamente trasformando questo post in un corso di auto difesa psichica: il prossimo passo sarà quello di invitarvi tutti ad un seminario tenuto da me, in cui ci abbracceremo forte e grideremo a tutti “io mi amo, amami anche tu”

Comunque volevo arrivare ad un punto, che non si pensi che divago.

Ci sono dei libri che dopo l’ultima pagina lasciano una sensazione meravigliosa, che racchiude estetica, stile e emozione. Poi, alcune volte, succede che per caso incontri autori che lasciano senza parole, che non ti spieghi come possano aver scelto accostamenti o termini o costruzioni così meravigliosamente artistiche. Quelle cose che vuotano la mente, che non ti vengono le parole per descriverli, mostri, geni.

Ecco, volevo dire: poi uno come fa a pensare di scrivere bene quando ha letto uno che scrive così?

Visto che fanno tutti buoni propositi..

Quello di prima (il report) era il 350 post; potevo fermarmi lì e finire l’anno con un numero tondo. Invece ne scrivo un altro, che a me le cose che battono pari mi fanno venire sempre il prurito dietro al collo.

Ci ho pensato tanto e non mi sono venuti in mente buoni propositi per il nuovo anno, forse uno o due ma non sono per niente buoni. Ora, sapendo che per avere successo bisogna essere un po’ figli di puttana, potete stare tranquilli che nessun cattivo progetto andrà a buon fine.

Io amo.

Mi è più che sufficiente se penso che nel mondo molte persone non capiscono proprio che cosa significhi: sono un’eletta.

Ricevo amore: il che mi pone in una nicchia ancora più ristretta (e, se permettete, noi del Club Nicchioni di elite ce ne intendiamo).

Oggi c’è il sole, vi spacco così spesso i maroni con la mia meteoropatia che non ho bisogno di spiegare niente, tanto più che so che questo stesso sole illumina e riscalda le amiche di tutto il mondo, quelle zen e quelle ZEN-zero.

Non devo preparare il cenone, perché quelli che… hanno i figli piccoli il cenone lo comprano già fatto (ma stanno insieme agli amici, così il tempo passa più veloce e i bambini si sitterano da soli -i genitori son gente scaltra)

Aspetto una nipotina per maggio, guardo ai quei giorni e già mi sorride il cuore.

Quindi no, niente nuovi propositi per il nuovo anno: io sono fortunata, fanno tutto gli altri al mio posto.

A fra poco, bella gente del web.