Ode vuota al nulla operativo (di come, un giorno, il sopra divenne sotto)

Grande riscontro di pubblico alla nuova rappresentazione cosmica: si dimostra a vossignori l’inutilità dell’etica e del buon senso, esaltazione massima di cattiva fede.

Avanti subdoli, a convincerci che di nulla siam capaci, a niente arriveremo, con la miseria moriremo. Noi bisognosi di ragioni profonde per muovere l’intelletto abbiam gran necessità di (de)motivazioni auliche, abbiamo urgenza del vostro sapere.

Gloria ai filibustieri esperti, chi convince l’altro a fidarsi e si apre percorsi anali e commerciali. Di quanto elevato sapere è composto il vostro impegno alla ricerca di vie di fuga buie, orefizi umidi di goduria a senso unico.

Amici aperti, conoscitori di parole e sorrisi, venditori di fumo per fumatori incalliti. Noi siam qui ipnotizzati e inerti ad ascoltar la vostra novella, felici di un desiderio mai conosciuto prima e oramai irrinunciabile.

Sono terminati i giorni dell’innovazione, seppelliti sotto tende di ragnatele e di difficoltà economiche. Non più la scoperta, non più la scienza, prosciugate le fonti della rivoluzione: oggi solo fumo, inutili orpelli avvolti al niente sostanziale.

La modalità di lavoro non cambia, solo il comportamento è diverso: e tra onore e fango ci sono tante discordanze, per ognuna un cadavere orribilmente mutilato.

Zombie in cravatta e tacco a spillo, conversazioni farcite di lemmi incomprensibili, la generata strategia di cervellotiche menti per paura di ritrovarsi nudi davanti allo specchio. I semplici sono rimasti al palo, vincono i purosangue figli di Varenne.

Morte ai genuini, al rogo la tradizione. Non vogliamo più essenza, aborriamo il fondamento concreto.

Avanti miei prodi, senza guardarsi indietro e senza spiegazioni: chi è imbattibile va avanti, i deboli son fuori.

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Titolo: sono andata al Mulino Bianco

Ma perchè hanno chiamato proprio te?

Anche se è nascosta da una buona dose di velata  ironia, la saggezza di mio padre non si smentisce mai: mai domanda fu più azzeccata. In fondo la mia passione per il blog e la rete in generale, i miei genitori la vedono come un passatempo che lasciamoglielofare-cosìnon faicapricci.

Ma io che sono figlia sua, mi rendo conto degli spazi di informazione che si possono utilizzare e della possibilità di andare alla fonte per trovare risposte alle domande che mi assillano (non solo “chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo” ma anche “mi cadrà un fulmine in testa se mia figlia mangia il pan di stelle?”)

Fatta la premessa arrivo alla sostanza: sono andata al Mulino Bianco. Continua a leggere

Ti regalo una perla: sonno

Bella la primavera, bella: si allungano le giornate, si ha più tempo per fare le cose.

Corri di qua, corri di là, fai cose, vedi gente e trullallà. Entusiasmo alle stelle, progetti energia.

Sorrisi a parenti e amici, nuovi corsi, battaglie sociali.

Frutta e verdure colorate da utilizzare in cucina, freschezza e cene in terrazzo.

Voglia di scrivere, di cambiare i vestiti, i fiori, le tende.

Ritagliarsi la sera un angolo per ciò a cui tieni, che nascondi in fondo al cuore.

Aspettare tutto il giorno questo momento, sedersi, concentrarsi e…zzzzzzzz

 

 

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Mettiamoci una pezza, ovvero i flash mob

Quando si pretende di cambiare il mondo, bisogna impegnarsi seriamente, inutile fare proclami vuoti conditi di parole altisonanti e concetti filosofici universali.

Un passo verso questa direzione potrebbe essere quello di aderire ad alcuni eventi del web: flash mob che raccolgono numeri altissimi di persone con un intento comune.

Mammafattacosì è quella che mi ha informato, mi ha tirato per il braccio, ha voluto fortemente che le sue amiche facessero qualcosa; mi ha fatto conoscere questa iniziativa #mettiamociunapezza . Continua a leggere

Ti regalo una perla: la lista della spesa

Ti svegli la mattina con la voglia di preparare la carbonara, controlli il frigo: mancano le uova.

Allora prepari la lista, naturalmente ti accorgi che ci sarebbe da comprare il latte, un paio di pomodori e lo yogurt per la merenda. E’ finita anche la carta igienica e il detersivo per i piatti.

Esci per andare al lavoro.

Esci dal lavoro e fai a fare la spesa, scontrino che va dai 40 euro in su.

Torni a casa, svuoti la busta: le uova non ci sono, in compenso sono comparse tre scatole di arachidi salate.

#siamnicchioni

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