Bianco in Vaticano

Non me l’aspettavo, avevo in canna una serie di post semi-seri sui candidati papabili e sui gossip dello scrutinio.

Quella fumata bianca mia ha destabilizzato, anche se già dal pomeriggio si diceva sarebbe arrivata, ero convinta che i commentatori di RaiNews24 calcassero la mano per mantenere la suspance: stavo infornando la pizza e conitnuavo a dire al socio che “tanto sti giornalisti se ne inventano di ogni, non bastava il gabbiano goloso”.

Che ne so che sono così emotiva, mi è venuto il coccolone. In tema di governance e leadership di sti tempi la stiamo facendo lunga un bel pò: inciuci, sostegno, premier, fanculi, morti che parlano. Fare un Papa in cinque scrutini è una notizia da assimilare piano piano, anche i cuori più allenati potrebbero avere dei cedimenti. Continua a leggere

Fù ferito ad una gamba

Sfogliando un giornale.

Maaaaaammmaaaa ma quello è…è…

Lo conosci gioppina?

Siiiii…me l’ha detto la maestra. Tanto tempo fa l’Italia non era come adesso

(e meno male amore che adesso siamo proprio nella m…confusione)

Era tutta fatta a pezzettini: e mica si poteva viaggiare. Che se io volevo andare a Milano, c’erano quelli brutti che mi fermavano e dicevano “via di qui, torna a casa tua”. Se prendevo il treno non potevo andare a Pesaro

(a parte l’uso generoso dell’imperfetto ludico, sorvoliamo sui treni e sulla tua cognizione delle distanze)

E quindi l’Italia non era unita? era tutta divisa?

Però è arrivato questo signore, che c’aveva i jeans e una maglietta rossa, ha lottato contro (i draghi amore?) quelli che lo volevano fermare, e poi ha vinto e poi adesso l’Italia è diventata tutta unita, non ci sono più le righe.

Ma che belle cose che mi racconti. Chi te le ha dette giò?

Ce le ha raccontate la maestra all’asilo (ecco, ora vado dal sindaco e richiedo un monumento equestre alla Silvia e all’Annalisa) e ci ha anche detto il nome che…spè che ora ci penso… Via Garibaldi!

Mi è tornato in mente questo episodio di qualche mese fa, i primi di marzo, poco prima della giornata di festeggiamento dei 150 anni dell’unità. Guardando Sgarbi ieri sera (c’è da scrivere un post intero sulla sua trasmissione, non voglio sparare qui sul pianista) in un suo discorso caotico ma molto personale sui genitori uomini e sul fatto che non sono sempre padri, è venuto fuori il nome di Garibaldi: padre della nostra patria, ha fecondato la terra del meridione del nostro paese per creare l’embrione di questa Italia, oramai centocinquanta anni fa. Non c’è che dire, ci stiamo proprio dando da fare alla grande per onorare questa ricorrenza: poveri noi!