Di quando ho incontrato il fantasma di Hemingway (con foto)

No, se devo essere sincera non saprei proprio da dove cominciare a scrivere un libro, non ho la proprietà lessicale, non ho una vita drammatica, non sono costante. Io leggo, leggo e sogno; soprattutto sogno le vite degli altri, sogno di come si possa scrivere un libro meraviglioso, immagino il digrignar di denti e lo spargimento di sangue di un artista che compone la sua opera. Sono teatrale per definizione.

Teatrale nei gusti, poco raffinata e ricercata, mi lascio coinvolgere in grandi emozioni, me ne sbatto dello chic: se less is more io principalmente grido il mio piacere. Continua a leggere

Ti regalo una perla: viaggi

Non posso sbagliare, quello che sento è chiaro: nel movimento sono felice, l’immobilità non è nelle mie corde.
Viaggiare significa cercare, dare spazio alla fantasia e alla conoscenza, trovare mondi nuovi, avvicinare gli affetti.
È tra le tre cose fondanti di ciò che voglio passare a mia figlia: viaggia piccola donna, fosse solo dentro un libro, fosse solo nella sete di conoscenza.

Il mare a colori

Non è proprio vacanza, passare qualche giorno in Liguria è una trasformazione.

C’è questa abitudine che abbiamo preso, di finire l’anno a Finale (non poteva essere altrimenti visto il nome profetico). Maciniamo i nostri chilometri per andare ad aprire una casa fredda e sola, che ancora sente l’eco delle vacanze estive e vive la malinconia del caldo passato: nei mesi di sole le stanze sono piene di attività e movimento, quando la nonna e la zia passano le ferie nelle loro abitudini marittime. Continua a leggere