Digressione

e infine uscimmo a riveder le stelle.

Non guardare quando hai scritto l’ultimo post che poi ti viene in mente di fare i conti: uno, due, tre. Le dita si allungano e ti rendi conto che i mesi passati sono tanti, per essere un blog dove scrivi -come dicono tutti- un diario personale.

Che se fosse personale sarebbe riservato. E invece non lo è.

La pubblica ammenda è presto fatta: mi sono beatamente fatta i cazzi miei e non ho avuto bisogno di dirlo a nessuno. Diciamo che è un pò la catarsi del blogger in divenire: scrivere tanto di tutto e poi evolversi a tal punto che le avventure più belle le vivi, invece di raccontarle. Mi spiegava qualcuno che non c’è bisogno di sbattersi tanto, prima o poi le cose succedono, la cosa importante è rimanere lucidi e pronti abbastanza, accorgersi di quello che capita e re-agire.

Insomma, l’estate è stata pregna, cose belle e cose brutte; ed ho re-agito.

Ora torno a scrivere (poveri voi). Ho anche cambiato forma al blog, ogni tanto ci vuole: che quando molli le puzzette devi aprire le finestre. Per la cronaca il tema si chiama “sorbetto” che mi pare tanto carino e leggero e fresco -avanti con le associazioni banali.

Appunti sparsi:

-non scriverò un libro

-non sono piena di impegni

-non sono dimagrita

-non mollo

 

Focus on:

*la reazione a volte è più necessaria di un’azione

*la gente su internet vive di iperboli, perchè altrimenti non esiste

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Digressione

Equilibrio

Foto 29-05-14 20 08 07Ieri ho letto questa frase: chissà se quando nasce una gemma l’albero sente dolore?

Ho pensato che ogni volta che mi sono sentita con il burrone oltre la strada poi la mia vita è diventata migliore e se devo trarre conclusioni dall’esperienza allora mi dico che, vabbè, c’è da stare male per cambiare.

Che è una teoria filosofica bilsacca: uno dovrebbe tendere a stare bene, perciò cambiare prima del dolore. E invece no, siam ben strani.

Ti accomodi nei tuoi giorni di una taglia più grande, così non tirano le cuciture. Ci stai bene, magari non è proprio la vita bella attillata dei tuoi gusti, magari avresti preferito un altro modello ma saresti dovuta stare in perfetta forma senza sgarrare mai. Ti dici che hai cercato la linea originale che ti faceva sentire unica, ma poi non hai tovato lo stilista giusto: allora ti sei accontentata di una vita da grande magazzino.

Robetta.

Costa poco, materiali di seconda scelta, dura poco.

Ogni volta che la indossi, poi la lavi, e la stiri, riattacchi il bottone, sbiadisce, diventa lisa: una vita fatta così non regge, poca spesa poca resa.

Si rompe. Sei nuda.

Hai voglia a cercare la colpa dal fabbricante, sei tu che hai scelto perciò ora trovati qualcosa da metterti addosso; e che sia roba buona, non fare lo stesso sbaglio di allora quando pensavi che il meno peggio fosse ancora una scelta possibile. Impegnati ora che hai imparato, ora che sai che è meglio una autobiografia scarna ma intensa ad una storia che scrivono gli altri, sebbene possa sembrare più ricca e interessante.

Fatti una vita su misura, intrecciando i filati migliori, sudando per il tuo prototipo.

Poi cerca un prato in estate, siediti ai piedi di una acacia e chiudi gli occhi: le cose vere da comprendere sono davvero poche.

Digressione

Niente giveaway, siamo italiani: 10k!

C’è un contatore li in basso che parla, e mi dice che più di diecimila click hanno movimentato questo blog.

Non regalerò niente per questo traguardo, simo in periodi di magra e manteniamo una parvenza di downshifting.

Però voglio dedicarvi il rinnovo del template, più colore, più ordine, c’è ancora da sistemare ma direi che questo possa essere il layout che ci accompagnerà prossimamente.

Visto il numero consistente di parole estere all’interno di questo post di comple-click, voglio anche precisare che io amo la mia meravigliosa lingua madre, solo che non trovavo sinonimi.

Visto anche che i pochi amorevoli lettori che mi seguono sono persone coerenti, oneste e decisamente dirette, mi aspetto che mi diciate se era meglio che mi stavo buonina.

Grazie gente!